lunedì 2 dicembre 2013

De Magica Arte Liber Beta (Magnetisque Corpus Magi) Parte I


De Magica Arte Liber Beta (Magnetisque Corpus Magi)

Su questo soggetto abbiamo molte cose da dire, e cose difficili da spiegare per voi che siete diventati lenti a capire. Il Saggio troverà la Nostra Pietra perfino nel letame, mentre l’ignorante non potrà credere che essa esista nell’Oro.

                                                            
                                         

Con questo Capitolo del Nostro de Magica Arte Liber Beta (Magnetisque Corpus Magi) affronteremo le dinamiche Magiche riguardanti la fluidità corporea e il magnetismo psichico e fisico all’interno e non del sistema Kabbalistico, che sono la base dell’operatività Rituale nella Nostra scuola. In Oltre ripercorreremo la strada della Tradizione tramandata nell’Ombra dei secoli, da iniziato ad iniziato, di gruppo in gruppo, di Ordine in Confraternita, passando nelle menti, nei Cuori e nelle mani di Uomini e Donne che ancora oggi chiamiamo Fratelli e Sorelle, grazie ai quali la Tradizione è Rinata più volte dalla sue stesse Ceneri, dimostrando ai nemici della Verità, la loro totale nullità, la pochezza dei loro dogmi e piccoli dei Morenti.

Per chi davvero Volenteroso, abbia aperto il suo Cuore e la sua Mente nella Lettura delle Nostre parole, ricordiamo che le informazioni contenute di seguito, in questo Liber Beta, completano quelle contenute nel Liber Alpha, facendo di entrambi un Ottimo trattato in grado di fissare Solide Fondamenta per la Comprensione, di cosa sia davvero la Magia e di come Operi in Realtà. Affidiamo quindi questa Pietra di Saggezza e Verità a Coloro che sapranno trarne insegnamento, con la consapevolezza di aver cercato di rendere comprensibili a Tutti, i nostri Gentili lettori, Iniziati e non, le affatto Facili Nozioni che Ivi seguiranno.
                                                                
Si intende per Possibilità Universale, secondo un espressione della Tradizione induista, l’insieme delle possibilità comprese nella Realtà Assoluta, Infinita ed Immutabile; Realtà che ha due aspetti: l’Essere o Unità metafisica, ovvero il principio della Manifestazione, che comprende le possibilità di manifestazione e gli Archetipi e le idee in quanto si manifestano; ed il Non Essere o Zero metafisico, cioè il principio della non manifestazione, che comprende oltre all’Essere che non è manifesto in Se stesso, Tutte le possibilità di non manifestazione come: il silenzio, il vuoto e le possibilità di manifestazione in quanto non manifeste.

Contrariamente a quanto potrebbe sembrare per chi non è uso a tale Linguaggio, il non essere e la non manifestazione, lungi dal rappresentare il Nulla; per la Tradizione corrispondono alla quasi totalità della Possibilità Universale, la non suscettività di manifestarsi non costituendo affatto un minor Grado di Realtà.

L’attuazione integrale di Tutte le possibilità che l’Essere comporta, costituisce l’Esistenza Universale, esistenza che pur essendo Unica, in virtù dell’Unità che è il Primo attributo dell’Essere, comprende tuttavia una molteplicità indefinita di stati, gradi o mondi, ciascuno dei quali viene realizzato secondo le condizioni che gli sono proprie ed alle quali è per tanto soggetto.

Nell’Esistenza possiamo distinguere: la manifestazione informale o priva di Forma (alla quale appartengono Forze, Entità od intelligenze che le diverse Tradizioni ricordano con i nomi di Angeli, Urì, Apsara, Dakini); la manifestazione formale o con Forma, la quale si suddivide a sua volta in: manifestazione Formale Sottile o Psichica e manifestazione formale Grossolana o Corporea.

La Non manifestazione e la manifestazione informale costituiscono il Dominio Universale; la manifestazione formale, sia psichica che corporea il dominio Individuale. Per quanto concerne i termini Forma e Formale, non sarà inutile sottolineare che per Forma non si intende solamente quella Geometrica dei Corpi soggetta alle condizioni spaziali e temporali, ma soprattutto il Principio di Individuazione, il quale non deve affatto essere concepito come condizionato dal tempo e dallo spazio, il che avviene esclusivamente sul piano corporeo, così ad esempio le parole sono Forme del Suono; i contenuti onirici sono concezioni mentali o combinazioni di Idee rivestite di Forme sottili sostanzialmente dipendenti dalla Forma sottile dell’individuo che Sogna; l’Immaginazione e la Ragione sono facoltà esclusivamente Formali, in quanto è noto che si pensa per immagini e parole.

A conclusione di questa breve premessa, possiamo precisare che il piano spirituale si riferisce alla non manifestazione ed alla manifestazione informale ed è quindi caratterizzato dalla completa ed assoluta essenza di Forme, laddove il piano psichico, intermediario tra i piani corporeo e spirituale, si riferisce esclusivamente alla manifestazione formale sottile ed è caratterizzato da una tale molteplicità indefinita di Forme da essere anche definito Proteiforme. Tra il piano spirituale (qui identificato alla non manifestazione) ed il piano psichico (manifestazione formale sottile), viene a situarsi la molteplicità degli stati super individuali.

Occorre quindi essere più che diffidenti ogni qualvolta si leggono certe esortazioni e certi inviti a dissolvere la propria Individualità nella Coscienza Cosmica; annegare il proprio Io nell’Oceano delle Forme, annientare la propria Psiche nell’Anima del Mondo; fondere la Propria Personalità con l’Inconscio collettivo e simili. Espressioni del genere, che secondo le presumibili intenzioni dei loro autori dovrebbero riferirsi a realizzazioni di Ordine spirituale, quand’anche detti autori, in qualità di massimi esponenti della mistificazione, non abbiamo addirittura interesse o consapevolezza nel confondere ulteriormente le idee, non hanno nulla di trascendentale e si riferiscono in Realtà al piano Psichico, il più delle Volte persino Subconscio. Termini quali: Cosmico, Forma, Anima, Inconscio collettivo, Nulla hanno a che vedere con il piano spirituale e la base per qualsiasi realizzazione di tale Ordine non è il sub cosciente, bensì la Coscienza trasposta su di un piano superiore.
                                                                
Certi “miracoli”  possono essere determinati dalle influenze dall’Alto, come da quelle dal Basso. Vi sono altresì diversi fenomeni, erroneamente attribuiti alle influenze dette superiori, che sono invece dovuti a quelle inferiori. Vogliamo alludere a tutte le manifestazioni paranormali comunemente conosciute come spiritismo.

Per spiritismo intendiamo essenzialmente, nell’ammettere la possibilità ed oltre alla possibilità il Fatto di comunicare con i morti con mezzi materiali e con il tramite di un essere umano vivente in possesso di speciali facoltà, il quale, in considerazione di un tale ruolo intermediario viene chiamato Medium. Gli spiritisti hanno ripreso, travisandola, l’Antica concezione ternaria occidentale relativa al composto umano, ma al posto dell’Elemento mediano Anima, hanno introdotto il cosiddetto perispirito, all’incirca corrispondente al corpo astrale di certi occultisti, e cioè una specie di rivestimento fluidico dello spirito che, sempre a loro dire, sarebbe appunto l’ente che produce i fenomeni extranormali.  Con tale teoria essi credono di poter dimostrare la sopravvivenza, se non addirittura l’immortalità dell’Anima, laddove le cause di detti fenomeni sono probabilmente diverse.

Tra i fenomeni che si verificano durante le sedute spiritiche possiamo trovare: spostamenti di oggetti, colpi, manifestazioni di ectoplasmi e simili, per lo più dovuti ad estrinsecazioni paranormali dell’individualità del medium, i più discussi sono quelli relativi a manifestazioni di entità di natura non ben definita, ma che denunciano la presenza di una qualche forma di Coscienza e di intelligenza che gli spiritisti affermano appartenere allo spirito del defunto evocato. Il fatto che le risposte o le comunicazioni ottenute durante le sedute, non superino mai il livello mentale del medium o degli assistenti alle sedute stesse, dovrebbe essere sufficientemente indicativo della Reale Natura delle Entità in discussione che con tutta probabilità si tratta infatti del subcosciente di qualcuno dei partecipanti, che si esteriorizza per effetto delle anormali possibilità insite nella individualità del medium.

Nel dominio assai complesso che gli psicologi chiamano subcosciente, vi è infatti, di Tutto. Dapprima vi si trova, ciò che può essere chiamato memoria latente, poi vi sono anche tutte le previsioni e tutti i presentimenti che talvolta divengono abbastanza chiaramente Coscienti; anche in via normale, in taluni individui. In questo ordine di fenomeni, possono quindi essere collocate sia le predizioni spiritiche che si realizzano, sia le predizioni che non si realizzano; in quanto non rappresentano che dei vaghi pensieri dei partecipanti, che hanno preso corpo, come può farlo una qualsiasi fantasticheria. Per non parlare poi delle predizioni che si realizzano solamente perché, ed è questo uno dei maggiori pericoli dello spiritismo, hanno agito in virtù di suggestioni o di vere e proprie ossessioni. Anche quando avvengono delle comunicazioni annuncianti fatti effettivamente sconosciuti a tutti i partecipanti, il subcosciente di questi non e per nulla fuori causa,  in quanto ogni essere umano può essere in rapporto, per mezzo di questa oscura parte di lui stesso, con esseri e forze di cui non ha mai avuto conoscenza, nel senso corrente della parola e si tratta di ramificazioni innumerevoli, alle quali è impossibile assegnare limiti definiti.

Il corrispondente Macrocosmico di ciò che nel Microcosmo prende il nome di subcosciente, è costituito da un insieme di Forze Sottili cui la Tradizione estremo orientale ha dato il nome generico di Influenze erranti, le quali costituiscono la parte inferiore del molteplice complesso delle Forze Cosmiche. Queste Forze suscettibili di manifestarsi con l’intermediario di un organismo vivente, quello del medium, sono quelle, la cui manipolazione costituisce la parte più importante della Magia e le cui manifestazioni talvolta spontanee danno luogo a tutti i fenomeni di cui l’osservatore e l’invasamento costituiscono il tipo più conosciuto.

Alcune di queste energie non individualizzate, che sono appunto quelle che l’Operatività Magica mette solitamente in moto e che possono essere spesso attirate, benché involontariamente, dalle pratiche spiritiche.

A queste Forze tra le quali rientrano anche i residui psichici o elementi disindividualizzati provenienti dai defunti il Mago o lo Stregone, presta coscientemente ed a spese della propria Forza Vitale, una specie di Coscienza, riflesso o prolungamento della propria. Il medium od anche il semplice partecipante alle sedute spiritiche, la presta del tutto involontariamente, ma sempre a scapito della propria vitalità; ed è appunto questa individualizzazione fittizia che agli occhi di praticanti del tutto inesperti e sprovveduti quale sono gli spiritisti, può dare l’illusione di avere a che fare con Esseri Reali.

Ricordiamo che tali Forze che sovente sono state chiamate con diverse nomenclature in virtù della polarità cui sono caratterizzati, possono essere di due nature: quelli positivamente attivi detti anche proiettivi, che le false religioni chiamano in svariati ridicoli modi, e che sono quegli spiriti detti Solari, che talvolta sono causa di invasamento proprio in virtù della loro positiva Attività. Mentre quelle Forze negativamente passive dette anche ricettive, sono quelle Forze che erroneamente sono state denominate demoniache o malevole mentre invece sono colme di bontà, ma sovente possono essere causa di un assorbimento di Energia vitale nell’Operatore che vi si trova in contatto, e nell’ambiente circostante, questo in ovviamente in virtù della loro passività negativa ricettiva. Positivo e Negativo, non devono essere profanamente intesi come aggettivi sinonimi di benevolo o malevolo, ma bensì polarità come quelle che si possono trovare in qualsiasi batteria elettrica, contrassegnate dal + (positivo) e dal – (negativo). Questa dualità elettromagnetica contraddistingue l’Esistenza all’Interno della Virtualità Cosmica, l’essere umano le possiede entrambe come abbiamo più volte spiegato, anche se in potenza variabile in ciascun individuo; mentre altre Forze o entità come ad esempio gli elementali, o altre, sono contraddistinte da Una sola polarità, da qui la suddetta divisione.

Per quanto concerne, infine, la Forma che a volte può assumere un ectoplasma, riproducendo le sembianze di qualche defunto, la teoria detta dell’ideoplastia può fornire una spiegazione soddisfacente. Secondo questa Teoria, non solamente il sub strato della materializzazione è fornito dal medium, ma anche la sua forma esteriore è dovuta ad un idea o ad una immagine mentale, sia del medium, sia di un semplice partecipante alla seduta, ed una tale immagine può anche essere sub cosciente. Qualcosa di simile, ma in maniera del tutto cosciente, avviene anche in Magia per mezzo di una concentrazione instancabile, intensa ed interrotta, il Mago riesce a creare un ente psichico ad immagine di un ipotetico dio che egli “fissa”, quasi che gli fosse dinanzi a mo di statua. Che non si tratti di una semplice allucinazione del Mago è provato dal fatto che la sua creatura può essere visibile anche ad altre persone e che per distruggerla è necessaria un'altra opera di concentrazione, a rovescio, devitalizzando l’immagine ed i suoi attributi.

Un errore che viene commesso abbastanza frequentemente, come risultato della confusione tra ordine psichico ed ordine spirituale, concerne l’iniziazione stessa, in quanto le assegna espressamente, come scopo, non già la realizzazione degli stati super individuali, lo sviluppo dei poteri psichici latenti nell’uomo. Alla diffusione di un simile errore hanno contribuito non poco tutte le associazioni pseudo esoteriche o pseudo iniziatiche che pullulano nell’Occidente moderno, ed i cui aderenti, illudendosi circa la natura di detti poteri, li ritengono indice di sviluppo spirituale, laddove essi, dipendono esclusivamente dal dominio sottile. Questo avviene non perché il piano psichico possa venire a contrasto con il piano spirituale tra ciò che si trova su diversi livelli, non può mai verificarsi un conflitto, ed anzi, per poter entrare in azione nel nostro mondo, le influenze spirituali debbono necessariamente prendere dei supporti adeguati, anzitutto sul piano sottile e quindi anche in quello corporeo, cosicché si verifica in quest’ordine qualcosa di analogo alla costituzione di un essere umano. Il motivo dell’ostacolo sta nel fatto che detti poteri psichici, che non hanno nulla in comune con il vero fine dell’iniziazione e cioè con la Conoscenza pura, costituiscono dei falsi scopi verso i quali possono essere deviate attenzione, aspirazione e volontà dell’individuo che finisce per perdere di vista il vero obbiettivo: il superamento della condizione individuale.

Il pericolo di una tale distorsione è tanto più effettivo in quanto l’essere, man mano che progredisce sulla via del perfezionamento spirituale, acquista inevitabilmente delle facoltà di azione sui piani corporeo e sottile che, pur non essendo trascendenti, escono tuttavia dalla normalità e che, se assecondate finiscono per costituire delle distrazioni nel senso strettamente etimologico della parola.
                                                                           
Finché l’uomo ebbe chiara la distinzione tra spirito ed anima, e quindi tra informale e formale, tra essenza e sostanza, universalità ed individualità, intelletto e ragione, simili errori di apprezzamento non ebbero modo di verificarsi; in effetti era sufficiente la consapevolezza della profonda differenza esistente tra gli ultimi due termini citati ad impedire che l’orizzonte intellettuale umano si restringesse al punto di non riuscire più a concepire tutto quanto sfugge ai comuni schemi logici e razionali. Questa distinzione è resa più o meno evidente dai diversi simboli che, a differenti livelli, possono adombrare le dualità cui abbiamo accennato: così Minerva e Venere simboleggiano verosimilmente Conoscenza e Saggezza, affettività e Sentimento; il Sole e la Luna, spiritualità e psichismo, triangolo con la punta rivolta in alto maschile attivo, triangolo con la punta rivolta verso il basso femminile passivo. Come accennato più volte in precedenti pubblicazioni, parlare di simbologia è un lavoro che presuppone una conoscenza e un vissuto operativo con conseguente percezione di stati d’Essere e amplificazioni di Coscienza sperimentati direttamente in prima persona, altrimenti è impossibile penetrarne la Reale Intima Essenza, sarebbe semplicemente come spiegare un colore ad un cieco dalla nascita. Rivolgendoci ivi ad un vasto e gentile pubblico proseguiamo oltre nella nostra pubblicazione e chiudiamo qui questa parentesi.

Secondo tale simbolismo, l’Anima è quindi determinata dalla intersezione, con il piano individuale, dell’intelletto, ente manifesto ma privo di forma che procede direttamente dallo Spirito nel processo creativo, ed è pertanto l’elemento di unione tra psiche individuale e Spirito Universale. Anche l’intelletto, essendo informale è universale come lo Spirito e potrebbe, a rigore essere identificato con esso; solo che occorre distinguere tra Spirito inteso in senso Assoluto, e spirito considerato in rapporto alla manifestazione.

Come l’occhio per un effetto di prospettiva che pur essendo illusorio esiste tuttavia per la manifestazione, non può fare a meno di distinguere il Sole dai suoi raggi, pur essendo la Luce essenzialmente Una e della medesima natura nell’uno e negli altri, così l’intelletto può essere considerato come l’espressione dello Spirito nella manifestazione stessa.

Cos’è il Male? Cos’è il Bene? La morale è cambiata in ogni epoca, si è adattata ai bisogni del momento assecondando in particolar modo l’interesse delle classi dirigenti. Non ci si può basare dunque, su nessuna definizione di ciò è Bene e ciò che è Male e si deve cercare altrove una spiegazione per questi due termini che, alla fin fine sono stati adoperati esclusivamente dai cattolici e dalle mediocri religioni che ne sono seguite, e alla sua eresia si sono mescolate nel corso dei secoli. Ci troviamo pertanto unicamente in presenza di queste due emanazioni della Potenza Divina, cui bisogna attribuire un nome, ma per denominarle è necessario sapere in cosa consistono.

Alcuni hanno potuto affermare che il Bene, rappresenta la positività polare, la corrente proiettiva, mentre il Male la corrente attrattiva, ovvero la polarità negativa. Ma questa non è che un'altra denominazione che non spiega nulla. Nel simbolismo dell’Antichità troviamo però qualcosa di più: il Bene veniva rappresentato dal colore Rosso, mentre il Male dal Nero. Questo nasce dalla convinzione che l’Anima immortale in virtù della caduta, fosse imprigionata in maniera inscindibile nella materia, e solamente grazie all’intercessione dello Spirito sarebbe stato possibile dar vita ad una sorta di sintesi rigenerata dei due, incarnante l’archetipo del Figlio solitamente identificato con il colore archetipico del bianco. Quest’ultimo, grazie alla Gnosi, si sarebbe potuto liberare dal ciclo delle reincarnazioni al quale l’Anima era condannata e così reintegrarsi nel Pleroma mantenendo però una sorta di memoria individualizzata. Ecco dunque una prima indicazione, se si traspone questa analogia con quell’altra che ci fornisce ancora l’antichità: il Rosso è il colore associato allo Spirito. Il Nero alla Materia.

Abbiamo sovente espresso il nostro disappunto nell’abbandonarci a schematismi o mediocri suddivisioni, ma questa distinzione in colori racchiude una profonda chiave Archetipica che troviamo tanto in Alchimia, quanto nella Kabbalah ( Nigredo – Rubedo ) ; ( Binah – Chockmah). Arriviamo così all’oggetto del fenomeno delle Liturgie Nere, che dovevano procurare a coloro che vi si consacravano, la riuscita nel campo della Materia. Ciò del resto, ben si concilia con lo spirito dei cristiani delle origini, per i quali la spiritualità era tutto mentre il corpo era visto come un ostacolo ingombrante. E’ dunque ammissibile che quei primi cristiani avessero chiamato Male tutto ciò che fosse stato in qualsiasi rapporto con il corpo, lasciando la priorità, a quella che loro consideravano l’Anima Eterna, che tra l’altro pare avessero male interpretato nella suddetta divisione tra Anima e Spirito.

Abbiamo così la prova che coloro i quali si dedicavano alle così dette Messe Nere riconoscevano, conosciamente o inconsciamente, l’esistenza di queste due emanazioni divine. Per ciò stesso, essi si allontanavano dal cristianesimo puro, diventando oggetto di esecrazione agli occhi di una società che aveva bisogno di un settarismo intransigente, per poter consolidare la propria autorità. Tutti i neofiti si rifugiano nella stretta osservanza della loro dottrina ed i primi cristiani non sfuggivano a questa regola generale. Da ciò sono derivate tutte quelle interminabili discussioni, durante i secoli, sull’unità della sostanza divina. E’ tuttavia impossibile demolire un fatto con la dialettica; le parole sfuggono, il fatto resta.

Questa dualità dell’Essenza superiore o divina appartiene ad una tradizione millenaria che non è mai cambiata, malgrado gli assalti che ha dovuto sostenere. Si è trasmessa fino a noi, tramite una catena ininterrotta, a dispetto di apparenze sfavorevoli. Per nostra sfortuna ne abbiamo smarrito la Vera chiave, la spiegazione esatta che ci avrebbe illuminato una infinità di fenomeni a cui assistiamo giorno dopo giorno. La scienza moderna ci porta lentamente a questa comprensione, ma attraverso la strada dell’istruzione accademica si accanisce nello studio degli elementi di una Causa Unica senza cercare inoltre di risalire direttamente verso di Essa. E’ probabile che questa evoluzione si sia già prodotta sul nostro globo. Giunta allo scopo, ha dato la Rivelazione conclusiva.

Dopo questo massimo assoluto, si realizza una specie di involuzione, che mise la Rivelazione tra le mani di un numero ridotto di adepti. Così è verosimile che la civilizzazione Rossa fu erede di questa prima Rivelazione, che poi racchiuse nei templi di Osiride. Ne consegue che questa dottrina “rossa” contiene la Tradizione che appartiene alla Nostra civilizzazione. In altri termini, alcuni degli adepti dell’occultismo odierno, sono i diretti eredi dei sacerdoti dei Templi di Osiride. Per provare l’esattezza di questa Nostra proposizione, si può fare un rapido excursus storico. E’ sufficiente allo scopo constatare che la stessa dottrina si rinviene in ogni epoca. Arriviamo in tal modo alla spiegazione delle Ritualità Nere, ai loro scopi e al loro oggetto. Tuttavia per scoprire la Verità dovremo demolire con immensa soddisfazione una sovrastruttura fatta di menzogne interessate o di ingenuità create con ogni supporto della mediocre immaginazione e ignoranza popolare.

Se si ammettono come esistenti queste due forme della potenza divina, si possono anche ammettere l’esistenza di sacrifici o cerimonie per ognuna di loro. Da qui vengono i termini che si rinvengono in molti autori di magia bianche e nera, di alta e bassa magia. Ora, è solo dopo la nascita del cristianesimo che si è parlato della seconda. Si capisce quindi, come vedremo anche in seguito, che in tutte le cerimonie di quella che si definisce Magia Nera, c’è sempre stato un certo sessualismo. Quest’ultimo è necessario per molteplici motivi che cercheremo di esaminare nel corso di quest’opera. Adesso, contentiamoci di constatarne l’esistenza. Sempre il cristianesimo ha inventato il termine Diavolo, riferendolo a tutto ciò che attiene all’ordine materiale della Vita umana. Per riassumere, la Potenza Divina si mostra al genere umano sotto due forme, Una si riferisce all’Intellettualità e la Seconda alla Materialità.

Tuttavia l’individuo mortale  è in grado di partecipare di questa potenza soprannaturale anche non attraverso la mediazione di esseri o forze definite soprannaturali. Nelle cerimonie della magia è anche ad esse che si rivolge. L’officiante, e tali esseri soprannaturali e intermedi si possono volgarmente chiamare elementali. Per porsi in rapporto con questi si utilizzano diversi mezzi in ambienti adeguati. In definitiva non si tratta che di una questione di ambientazione magnetica e di una Conoscenza insita ancestalmente nell'Essere Umano, come nel Cosmo, della quale solo alcuni posseggono l'Esatta chiave di Lettura.

Il magnetismo Universale domina il mondo, ma noi abbiamo cominciato ad accorgercene solo nel secolo scorso con la scoperta della radio, della telefonia senza fili ecc. Nello stesso ordine di Idee, si trovano la telepatia e la televisione. In realtà è la religione che ha deformato il senso delle parole; essa ha trasposto in un piano artificiale e solo religioso quelli che nella Tradizione erano unicamente termini scientifici. Se noi ora adottiamo questa terminologia scientifica, priva di inutili orpelli, arriviamo alla semplice constatazione che la Potenza Divina, all'interno dell'Universo Olografico delle possibilità, o odierna virtuo realtà,  si può riassume in due "fluidi" di polarità contraria, il fluido proiettivo o positivo e il fluido attrattivo o negativo; quindi la stessa non è altro che un vortice condensatore.
                                                                   
La Kabbalah, che è  una delle forme della Tradizione più vicina a noi, insegna che l’universalità degli esseri e delle cose, si compone di piani o mondi sovrapposti, raffigurati come dei cerchi concentrici. A questi mondi ha dato i seguenti nomi: Asiah, Jesirah, Briah, e Aziluth. Asiah contiene il nostro globo ed i pianeti, oltre ad essere anche la residenza degli elementali inferiori o più esattamente delle anime prive di corpo fisico ma ancora in contatto con l’universalità degli esseri viventi sulla terra. In rapporto a noi, alla nostra benché minima capacità di contare, sono infiniti nel tempo e nello spazio. Per loro un chilometro non significa nulla o almeno non dice nulla.

Jesirah è l’ambito dei così detti angeli o elementali superiori, la loro potenza è ancora più vasta e per noi risulta impossibile in condizioni profane concepirne il limite. Briah è la residenza delle Anime libere; queste non sentono più alcuna attrazione verso il mondo terrestre o materiale, in particolare esse ci sovrastano dall’Alto. Aziluth infine, è il vortice centrale di Luce e Calore. Il Tutto che simboleggia la Potenza Divina, la quale risulta in contemplabile da chiunque.

Il pentacolo di Salomone, in questo preciso contesto, ci significa che ciascuno di questi mondi corrisponde ad uno dei due elementi della Potenza Divina. Così gli elementi del mondo di Asiah sono influenzati dal polo positivo, mentre quelli di Jesirah da quello negativo. Questo significa per noi che la cerimonia magica si riduce ad una semplice questione di ambientazione magnetica. Ad esempio, per attirare gli elementali, è necessario creare un ambiente attrattivo. Quelle che sono state definite Messe Nere, non sono state dunque altra cosa e non hanno avuto altro scopo che questo: attirare gli elementali.

Per tanto nella Liturgia Nera o in quella cerimonia che con tal nome si è voluto definire, non è mai stata una questione di conversare con il Diavolo, in Realtà, ma invece un operazione per mettersi in rapporto con questi elementali di Asiah, per ottenere un risultato concreto  mediante una semplice trasmissione di pensiero ed energia fluidica.

Sempre secondo la Kabbalah, ogni Anima liberatasi dal corpo fisico evolve nel mondo di Asiah e poi in quello di Jesirah. La cosa implica del pari l’ammissibilità della metempsicosi, potendo supporre allora che l’anima prima di passare da Asiah in Jesirah e da questa in Briah, effettua un nuovo soggiorno sulla terra; è la dottrina della reincarnazione.

Ora, la reincarnazione appartiene alla Tradizione di tutti i tempi e la si è trovata in molti dogmi religiosi. Naturalmente questa Tradizione mette in imbarazzo la dottrina del libero arbitrio, oggetto di tante discussioni, con o senza grazia. E’ però probabile che il libero arbitrio si limiti ad un numero molto limitato di azioni. Quest’ultimo è del resto ancor più limitato nella vita sociale, dalle leggi e dalle inutili convenzioni.

Da qui in poi cercheremo di capire come funzionano realmente le Liturgie Nere e in che modo operino alcune Forze in relazione alla Fluidità magnetica corporea. Fu solo in certi personaggi, poco versati negli argomenti scientifici, che divenne una folle elucubrazione, i particolari che ci hanno trasmesso gli autori che hanno trattato della questione, sono assai incompleti e male esaminati. E’ del resto molto probabile che questi autori antichi non abbiano assistito che a delle false Ritualità definite Liturgie nere, sceneggiate più o meno ben fatte da stregoni ingenui o da preti simoniaci. Questo tipo di messe Nere non hanno alcun rapporto con le vere Cerimonie Magiche, quelle che hanno per scopo di mettersi in contatto con gli esseri sopraterrestri che, per loro possibilità, possono intervenire a modificare un Destino. Non è meno vero però, che in queste cerimonie, false o meno che siano, la nudità riveste un ruolo importante. Vedremo più avanti qual è il motivo di questa funzione. Ora, ci preme sapere se questa Tradizione, alla quale noi ci ricolleghiamo, così come le Messe Nere e la stregoneria del medioevo, sia davvero Unica e sempre la stessa. E’ gettando uno sguardo sulla storia che potremo maturare questo convincimento. Parallelamente, lungo tutto il corso di questa Tradizione, scopriremo le tracce della presenza della sessualità.
                                                                  
Non bisogna pensare che lo spiritismo e la Magia siano nati nel medioevo. Tertulliano ci informa che nell’Impero Romano c’era un numero enorme di maghi, stregoni, pseudo teosofi e Kabbalisti. Era l’epoca in cui si deificava Apollonio di Tiana. Bisogna notare che furono gli ebrei che avevano fatto conoscere queste pratiche, così pure certi orientali appartenenti a sette sconosciute a Roma. Per rintracciare l’origine di queste credenze bisogna dunque risalire più indietro.

Sia come sia, che si guardi a Nord, a Sud, ad Oriente o Occidente; si trova sempre questo mistero di una trinità sotto denominazioni differenti. Secondo Tacito, i Germano adoravano il Sole e la Luna, li adoravano sotto i nomi della Dea Sunna e di suo padre Manes. Adoravano anche una terza Dea chiamata Ertha o Freya. Da questi tre Dei sono derivati: Sonntag, Mondtag, Freytag, dai quali si evince che Sonntag (Domenica) il Sole, Montag (Lunedì) La Luna, Freytag (Venerdì) Venere. La stessa trinità, sempre secondo Tacito, la troviamo tra gli Scandinavi: Odino, Thor o Donar, Tyr o Saxnot.

Nelle più antiche Tradizioni orientali ancora la stessa Trinità. Secondo Zoroastro, dall’Eternità assoluta o Wodh emanano: Ormundz, principio intellettuale; Ahriman, principio materiale; Mithra la Volontà umana. E’ qui dunque che scopriamo in modo più lampante il significato reale della Tradizione. Risalendo ancor più indietro, fino ai tempi dell’antico Egitto, (Vedi De Magica Arte Liber Delta Egittum Facture) in cui abbiamo: Osiride il principio maschile Solare; Iside il principio Femminile Lunare. Al di sopra di Essi domina Ishwara, l’Assoluto degli Atlantidei. 

Ovunque rinveniamo quindi la stessa dottrina di un principio maschile o positivamente attivo e associato allo spirito; un principio femminile, attrattivo ,negativo passivo o per taluni materiale ed un principio Unico, assommante in se stesso i due principi precedenti.

Soffermiamoci adesso sui Grandi Iniziati precedenti la nostra era, il grande Iniziatore della Razza bianca per l'Archetipicha mitologia accettata da molti è Ram. Apparteneva al collegio dei Druidi e veniva come loro dal Polo Nord. Si staccò dal collegio dove celebrava e accompagnato da numerosi proseliti discese per la prima volta nella regione del Mar Caspio. I cronologisti fissano questo esodo a circa il 6000 a.C. Avendo aumentato il numero dei seguaci, varcò i monti Urali giungendo fino in India. Da qui i nomi di Lama, Brahma che si trovano nella teologia indù.

Si rende adesso necessaria una piccola digressione, onde facilitare al meglio i nostri Gentili Lettori nella comprensione di quanto in Realtà sia complesso e completo il sistema mitologico che racchiude in se non solo la storia dimenticata della razza umana e delle sue origini,  o solo un simbolismo occulto in grado di svelare l’essere umano, l’universo e l’Unità Assoluta (Divinità Reale) , ma contiene in se anche aspetti che tentano di svelare ogni piccolo aspetto della ciclicità, sia di quella umana, sia di quella universale. Comprendiamo che quanto stiamo per sottoscrivere non sarà condiviso dai Nostralgici della Radix davidis, per i quali tutto il simbolismo esoterico si risolve nel sistema delle Tribù di Israele per i quali ove c'è un leone c'è sempre la Tribù di Giuda,ma se ci permettete nelle parole che seguiranno c'è un profondo archetipico simbolico significato che Fortunatamente non sarà Mai compreso dai Molti.Per questo all’interno di tutti gli antichi culti religiosi, troviamo che il Sole veniva identificato con l’aspetto legato al suo sorgere durante l’equinozio di primavera in corrispondenza di una determinata costellazione zodiacale. E’ questa la parte di un complicato Codice, che coagula in se elementi fisici e metafisici, elementi umani e divini, racchiude fondamentali nozioni di matematica, geometria, fisica, medicina, Astrologia; e proprio una piccola, ma fondamentale chiave per decifrarlo è basata sulla precessione degli equinozi.

Ogni 2160 anni circa,( datazione rivedibile, secondo noi) passando da una casa zodiacale all’altra, il Sole garantiva un computo temporale preciso per i popoli che basavano proprio sullo scorrere del Sole lungo l’Orizzonte i loro ritmi Vitali. Tutte le culture antiche hanno inglobato questo sistema nei loro miti e lo hanno presentato nelle loro divinità principali. Non solo le forme di arte e di architettura antica contengono i riferimenti legati alla precessione degli equinozi, ma anche nei miti, nelle leggende e nelle storie tramandate oralmente e in forma scritta compare una conoscenza astronomica precisa e con piena consapevolezza del fenomeno astronomico precessionale.

Inoltre gli antichi scienziati utilizzavano un codice numerico precessionale, riscontrabile in ogni mito ed in tutta l’architettura sacra sparsa su tutto il nostro pianeta. Un grado precessionale è stato calcolato dalla scienza ufficiale in 71,6 anni. Essendo la mitologia basata su simbologie umane ed animali, difficilmente avrebbe potuto adottare come riferimento un numero decimale, ma poteva servirsi dello stesso numero arrotondato per eccesso, il 72. Questo numero di importanza rilevante anche in molteplici altri aspetti della scienza occulta, come i 72 nomi di dio, i 72 demoni che Salomone imprigiona,  ed in molteplici altri aspetti, ci riserviamo in futuro di dedicare una pubblicazione alla numerologia sacra ed archetipica, adesso è importante fissare l’aspetto precessionale e come questo codice contente Ogni cosa, ed ogni aspetto sia manifesto che non manifesto, in questa Grandiosa Sinfonia che possiamo definire il Codice Iniziatico Completo.

Il numero che domina quindi anche il codice processionale è il 72, dal quale si possono ottenere una serie di altri numeri collegati logicamente tra loro. Possiamo azzardare dicendo che circa 18000 anni or sono la Terra è stata investita da un cataclisma di immani proporzioni, la cui testimonianza compare in tutte religione, i miti come ci testimonia il racconto del diluvio Universale affrontato da Noè, inoltre ci viene confermata anche dalla scienza ufficiale attraverso i carotaggi glaciali.

Probabilmente vi furono sopravvissuti in zone franche e gli stessi probabilmente si accorsero che l’evento nella ciclicità Cosmica si sarebbe sicuramente ripetuto a distanza ciclica di anni. Da quell’istante tutti i loro sforzi ed il loro lavoro fu volto a lasciare ai posteri una previsione ed un messaggio. Vogliamo credere che tutto questo incessante lavoro non fu solo istinto di sopravvivenza del genere umano, ma qualcosa di divino li animò e una compassione Fraterna li spinse a sacrificarsi per un umanità che neppure avrebbero conosciuto, consapevoli che in essa vi sarebbe stato il seme e lo scopo del Loro esistere, il loro lavoro per la salvezza di un patrimonio che potesse andare oltre le catastrofi cicliche, favorendo l’evoluzione dell’Uomo verso la Divinità.

Essi, attraverso la comprensione del lato Oscuro di Dio e della precarietà della Vita umana, divennero tolleranti e comprensivi, cercando una salvezza comune. Vogliamo rimandarvi ad immagini di uomini intenti a progettare qualcosa di Grandioso che sfidasse il tempo, poiché portatore di un messaggio inconfutabile. Vi invitiamo a penetrare nei Grandi giacimenti di intenso significato e di esperienze che costituiscono la memoria collettiva di ogni essere umano. Gli interrogativi che intendiamo sollevare, i dubbi che vogliamo insinuare, i veli che vogliamo alzare, non nascono solo dalle nostre menti ma vengono attivati dalle anime di uomini e donne Antichi, i cui geni Vivono Oggi in ciascuno di Noi, e la cui Grandezza Arde Oggi come Ieri alle Soglie della Vita.

Attraverso percorsi angusti ed oscuri, attraverso costruzioni grandiose, attraverso miti e leggende, ci parlano di catastrofi cosmiche, di crolli e nascite di mondi, ma anche di Fraterna amicizia, di saggia Grandezza e soprattutto di Speranza. Lanciare un messaggio che non si perdesse nel corso dei millenni e rimanesse inalterato nel tempo, deve essere stato per i nostri antenati un dilemma e gli strumenti per realizzare una tale Opera furono scelti con Meticolosa Oculatezza. Considerando il lungo raggio temporale che il messaggio doveva attraversare, essi presero in considerazione vari canali: l’uso del linguaggio matematico fondamentale ed unico in grado di unire culture diverse anche lontane nello spazio e nel tempo; in ogni civiltà che abbia raggiunto un certo grado di sviluppo alcuni numeri saranno sempre riconosciuti, come ad esempio il 3,14 numero magico del p greco, oppure l’11,1 che ogni civiltà evoluta associa con il ciclo medio delle macchie solari.

L’uso di un codice simbolico figurato, che sfruttando gli effetti della precessione degli equinozi permetteva di ottenere un orologio cosmico che offriva sicurezza ed affidabilità circa le date di partenza e di arrivo del messaggio. Una volta lanciato esso doveva rimanere inalterato e vivo nella Tradizione comune ad ogni cultura. Per la concretezze e per l’immediatezza visiva essi evidentemente si affidarono alla dura e resistente pietra che ancora ci parla attraverso blocchi allineati e squadrati secondo precise direttive astronomiche come per esempio la Sfinge, le Piramidi di Giza, il tempio di Angkor o le costruzioni di Stonehenge.

Davvero povero sarà quell’uomo che non riuscirà ad andare oltre il linguaggio cifrato ed allegorico delle parole. Veramente piccolo sarà l’uomo che si fermerà solo alle apparenze, poiché intrappolato nel proprio labirinto non troverà il Filo di Arianna che lo guiderà alla Salvezza. Vane sarebbero state le ciclopiche fatiche dei nostri antenati, dalle menti eccelse e dai Cuori Divini, iniziati Fraterni affini. Ringraziamo questi Eterni Fratelli, che Vivono oggi in ciascuno di Noi, poiché il Loro Grandioso compito è giunto a destinazione, e come promesso, Noi ci apprestiamo a Breve a rivelarlo all’ultima generazione.

Questa digressione si è resa necessaria al fine che Voi comprendiate che ogni Epoca o periodo storico di circa 2160 anni(datazione rivedibile secondo Noi) è stato rappresentato dalla costellazione che ospitava il Sole all’equinozio di primavera che non è sempre la stessa, ma varia molto lentamente nel corso dei millenni. Il punto equinoziale o Gamma, ossia il grado Zero dello Zodiaco in cui ha inizio il segno dell’Ariete, si sposta posteriormente e così lentamente attraverso le costellazioni. Abbiamo traccia certa di sei epoche trascorse sino ad oggi, Leone dal 10960 a.c. al 8800 a.c. , Cancro dal 8800 a.c. al 6640 a.c. , Gemelli dal 6640 a.c. al 4800 a.c. , Toro dal 4480 a.c. al 2320 a.c. Ariete dal 2320 a.c al 160a.c. , Pesci dal 160 a.c. al 2000 circa d.c. . Per tale motivo Troviamo all’Interno di Ogni Culto e soprattutto nella Mitologia il simbolismo caratterizzante ciascuno di questi periodi. Secondo la Tradizione i dodici segni dello Zodiaco si riferiscono nella storia di Ram.

L’ariete che lo rappresenterebbe fugge verso il sud girando la testa verso il nord. Poiché l’Ariete è considerato come il primo dei segni, esso indica l’inizio dell’anno. Quest’inizio avrebbe dunque luogo al principio del solstizio di inverno, cioè il 21 dicembre. Notiamo del resto che presso i Druidi, cui apparteneva Ram, la raccolta del vischio avveniva la notte del 25 dicembre, cioè la Notte di Natale. Ram, come abbiamo detto può essere considerato come il grande iniziatore della razza bianca, erede attraverso i druidi della Tradizione definita Rossa.

Se molti dei nostri Lettori hanno trovato questa digressione sull’aspetto del codice processionale inadeguata o fuori dal contesto, lo possiamo comprendere in quanto assimilare l’argomento centrale di questo nostro Liber Beta al discorso precessionale in una mente profana, o che non abbia raggiunto livelli della conoscenza Iniziatica tali da rivelargli con estrema chiarezza la perfetta coesione tra i due argomenti apparentemente lontani tra loro. A questo proposito ci limitiamo, solo per alzare un po’ il velo della comprensione di questa velata rivelazione, a concludere questa digressione con una nota citazione. Come in Alto così è in Basso. .^.

Ricordate anche, che in ogni nostro scritto vi è sempre una triplice morale iniziatica rivelata non rivelata, come l’occhio che c’è o no, nel Triangolo. .^.
                                                              
Zoroastro o Zarathoustra sembra essere il più diretto discendente di Ram, è il fondatore del Parsismo, base del Brahmanesimo. Alla stessa Rivelazione appartengono Orfeo e Mosè. Pare che entrambi vennero iniziati nei templi Egizi. Entrambi ebbero il titolo di Figlio di Dio, con la necessaria autorità per portare ovunque la buona parola. Orfeo, si dice creò la mitologia greca la quale divulgava, mantenendoli occulti, i Grandi Segreti della Natura, umana ed Universale. Ogni racconto mitologico possiede un senso apparente e uno nascosto compreso dai solo adepti.

Mosè dal canto suo è considerato il padre della Kabbalah ,anche se secondo Noi le origine del sistema kabbalistico si perdono davvero nella notte dei Tempi; questa era riservata solo agli adepti e che nasconde anche’essa sotto il velo del simbolismo, i segreti della Natura umana ed Universale.

Odino, ultimo discendente dei Druidi, diverrà il grande iniziatore dei Celti e dei popoli settentrionali, ricondotti da lui all’antico Culto che le migrazioni e le grandi invasioni avevano in parte distrutto. Come abbiamo già detto, se si comparano le dottrine di tutti questi grandi rivelatori, le si trovano ovunque identiche nella sostanza, ovunque esse ci mostrano un elemento proiettivo e maschile ed uno attrattivo femminile e la loro combinazione che offre un completo equilibrio. E’ ciò che la Kabbalh vuol significare con le parole enigmatiche dello Zohar: “ In lui, le due narici da cui prorompe il soffio che anima ogni cosa”.

Anche Pitagora venne iniziato nei templi Egizi, riportò tra i Greci la rivelazione che stava cominciando ad affievolirsi, presentandola sotto un aspetto suo proprio. Sarà il primo ad entrare davvero nell’ambito scientifico, trascurando il simbolismo e offrendo una sorta di formule precise. Ciò si riferisce unicamente all’evoluzione dello Spirito greco. Attraverso questi cammini noi giungiamo alla Kabbalah e alla Scuola di Alessandria.

Per la Kabbalah, ecco cosa scrive Papus che citiamo perché è quello in grado di riassumere meglio tutta la questione: “ Mosè divise il suo insegnamento in due parti collegata da un Terzo elemento. Una parte scritta la lettera, composta di caratteri ideografici a triplice senso e costituente il corpo. Una parte orale, lo spirito, costituente la chiave della parte precedente. Tra le due parti un codice di regolamenti relativo alla scrupolosa conservazione del testo che preserva la vita della Tradizione, avente la giurisprudenza come principio animatore.

Il corpo della Tradizione prese il nome di Massorah. La via della Tradizione si divide in Mishna e Ghemara la cui unificazione dette vita al Talmud. Infine lo spirito della Tradizione, la parte più costituì il Sepher Yezirah, avente come annessi lo Zhoar, il Tarot, e le Clavicole. L’insieme di tutto ciò ha formato la Kabbalah. Ripetiamo che questa è un quadro semplicistico e riassuntivo che fornisce un fondamento per comprendere la Kabbalah, ad esempio Noi, nella Nostra Via  Operativa e speculativa, riconosciamo anche oltre alla Tradizione scritta, orale, letteraria attraverso la Ghimatria ( metodo di  conteggio numerico di lettere d'uso in senso esoterico) , anche una Tradizione simbolica e pratica, che tendiamo sempre a distinguere nelle varie aree di interesse, per non parlare della vastità argomentativa sull’albero della Vita, le sephirot, e le "qlifoth" (sulla cui effettiva veridicità ci riserviamo di parlarne) ,per le quali occorrono appositi pubblicazione onde tentare di tracciarne concretamente le linee generali al fine divulgativo, cosa questa che esula dal’argomento ivi trattato, perciò chiudiamo qui questa precisazione per Onor di precisione, cercando di non sminuire un Sistema talmente completo e complesso in quattro brevi righe.

Del pari ritroviamo in tutte le scuole ad essa succedutesi come in quella degli Gnostici, dei Carpocraziani, dei Manichei, degli Adamiti e dei Marcioniti un richiamo alla sessualità e alla voluttà in tutte le sue forme. Ma qui, non bisogna scordare che l’eresia cristiana, per mettere un limite alle vette del piacere e della Conoscenza, fece disprezzare la sessualità in se stessa, inventando il pudore e i suoi attributi; per non parlare del disprezzo che questa riversò anche verso la donna, con l’invenzione del peccato originale e combattendo con tutta la sua miseria tutto ciò che non conveniva al suo turpe squallore e alla pochezza dei suoi auto eletti ministri. Da qui, una reazione altrettanto violenta dilagò ovunque senza risparmiare niente e nessuno osasse esulare dal pensiero cristiano, e questo si manifestò con molteplici esagerazioni ed abomini.

Ancora questi culti vennero accusati di Magia pur dedicandosi semplicemente alle usuali cerimonie degli antichi riti. Queste cerimonie differivano a seconda che si indirizzavano all’elemento spirituale della Potenza superiore o che si rivolgessero all’elemento materiale di quella Inferiore. E’ in questi ultimi che si manifestò la sessualità. Gettiamo uno sguardo di insieme su queste differenti schole e vedremo subito che si assomigliano tutte, ed evidentemente derivano tutte dalla stessa Radice Tradizionale.
                                                                                 

                                                                
La prima in ordine di tempo fu quella di Simon Mago, il presunto inventore, o scopritore degli Eoni.( Intesi non in senso di periodo storico). Secondo sant’Ireneo ed Epifanio costui negava il libero arbitrio attribuendo ogni azione umana alla Volontà degli Eoni che guidavano l’umanità secondo il loro capriccio. Nato in Samaria si era sposato con una donna di nome Elena, che probabilmente aveva anche facoltà medianiche. Presumibilmente, come le dame del Vrill, Elena era dotata di una particolare sensibilità magnetica. Teodoretto afferma che i suoi discepoli e i suoi continuatori si abbandonavano ad ogni sorta di impudicizia. Capiamo da ciò che , nelle cerimonie la nudità di uomini e donne si manifestava pubblicamente. Secondo gli antichi costumi dei Romani questa esposizione di nudità non sarebbe stata considerata disdicevole, ma con la venuta del cristianesimo venne interdetta ogni licenza e il pudore fu posto tra le virtù cardinali.

E’ probabile che i loro avversari non abbiano ben compreso la loro dottrina e che essi stessi non hanno mai tentato di spiegarla ne divulgarla, conservando per loro stessi, quei segreti che li rendevano una Potenza. Il grande risentimento che si ebbe contro di essi fu sicuramente la loro pretesa negazione del libero arbitrio. Ma, senza dubbio, questa negazione non fu assoluta affermando soltanto il potere degli Eoni nelle faccende della Vita umana.

Questa dette origine a varie sette di maghi, più o meno iniziati come i Menadriti in Samaria, gli Ezioniti in Giudea; i Corintiani in Egitto. Ma siamo certi che solo i padri della chiesa disputarono sul loro conto abbandonandosi a interminabili discussioni scolastiche, mentre quelli stessi custodivano segreta la Vera chiave della loro dottrina. La principale risorgiva di queste Scuole fu certamente lo Gnosticismo, che si manifestò verso l’anno 137.

In tal contesto apparve la teoria della metempsicosi. Clemente di Alessandria, Ireneo e Teodoretto ne contestarono la pretesa che le Anime verrebbero inviate nei corpi allo scopo di purificarsi. Questi stessi pseudo santi, affermavano che gli Gnostici si abbandonavano a innumerevoli peccati. Si trova dunque dappertutto questo biasimo dell’impudicizia, del piacere, del culto della voluttà. Essi stessi, si diceva, negavano il libero arbitrio e consideravano gli angeli come esseri intermediari tra gli umani ed i mondi superiori. Essi adottarono sia la teoria degli Eoni che quella dell’Emanazione. Qui ritroviamo i fluidi di cui ci parla la Kabbalah in modo discreto, cosa che implica in fondo che l’una e l’altra derivano dalla stessa schola.

San Paolo fu loro grande avversario e nelle controversie che ebbero con lui, si rinviene ancora una volta il tema della negazione del libero arbitrio. Tertulliano ci parla dei Valentiniani eredi dello Gnosticismo. Loro capo fu un certo Valentino nato in Egitto e filosofo pitagorico. Nel suo stesso periodo ci furono i Marcionisti. E ancora una volta l’accusa di pubbliche eresie. I discepoli di Marcione si abbandonavano apertamente alla Magia e si dice che invocassero il Demonio. In queste sedute magiche c’erano uomini e donne nudi.

Risultato di queste operazioni una serie di prodigi che sembra causarono il più vivo sbalordimento e che i cristiani considerarono come opera stessa del Demonio. Poi, ecco Sant’Ireneo che chiama Marcione: bocca e figlio maggiore del Demonio. Secondo questo stesso bigotto, tali personaggi pretendevano che la creazione del mondo fosse opera dello Spirito Malvagio. C’è dunque qui un vero e proprio errore, poiché Marcione e Valentino credevano nella doppia emanazione della Potenza Divina e consideravano che soprattutto la terra fosse dominata dall’influenza materiale. Questo spiegherebbe le operazioni magiche, le diverse cerimonie e Riti, a cui si abbandonavano gli adepti.

Sant’Agostino ci fornisce una prova di questa supposizione dicendo che i Marcionisti distinguevano in Dio, due differenti divinità. Epifanio và oltre, attribuendogli la credenza in un terzo principio emanazione dei due precedenti e il loro accoppiamento. Si discerne dunque ogni volta la stessa dottrina. E’ certo che questi diversi gruppi seppero ben custodire il loro Segreto e sono stati condannati solo per mediocri illazioni profane ed ignoranti su quanto è trapelato loro malgrado.

Nonostante la caccia incessante della chiesa nascente contro tutte quelle che i suoi falsi ministri consideravano eresie, ne nascevano continuamente di nuove e che in base alle accuse che le si imputavano, dovevano appartenere allo stesso seme.

I manichei avevano avuto per fondatore uno schiavo persiano di chiamato Manes, nome che cambiò in seguito in Maniceo o Manicheo. Epifani pretende che i suoi discepoli adorassero il Sole e la Luna. Agostino al contrario, riconosce che essi concepivano due principi divini. Teodoretto và oltre, precisando che uno dei principi era la Luce ed il secondo la Tenebra.

Messo assieme tutto ciò ci fornisce la prova che si tratta sempre dei due elementi: proiettivo e attrattivo, psichico e materiale. Secondo lo stesso pseudo san Agostino essi credevano all’immortalità dell’Anima. Avevano inoltre in orrore il matrimonio ed è probabile che tra loro, come in molte altre sette dell’epoca, le donne fossero in comune con gli uomini. Ne consegue che molte cerimonie terminassero con un orgia collettiva. Ma tutto ciò che aveva la sua ragion d’essere nella teoria dei fluidi, come vedremo in seguito. D’altronde i molti scrittori cristiani che studiarono questa setta, testificarono che Manes non fece altro che rinnovare la Tradizione di Zoroastro.

Bisogna inoltre riconoscere che i Manichei si riallacciavano strettamente agli Gnostici Marcioniti; si può dunque ammettere ancora una volta che si trattasse di un'unica scuola radice, continuamente risorgente dalle sue ceneri come la Fenice. Infine Tertulliano, molto più genericamente, inseriva tra gli eretici che negavano il libero arbitrio tutti coloro che si occupavano di Magia e Astrologia. Egli precisa che tutti gli eretici da lui enumerati si abbandonavano apertamente a quelle scienze. Allo stesso modo verso il 130 d.c. comparvero i Carpocraziani e gli Adamiti.

Eusebio chiama semplicemente i primi col termine di maghi e fornicatori. Li si diceva discepoli di Platone e probabilmente essi credevano alla perfezione attraverso l’unione dei sessi in una sola persona, quello che in seguito venne definita magia sessuale. I Carpocraziani credevano, come tutte le  altre sette alla metempsicosi, ai due principi riuniti in un solo Dio  o Infinito. Credevano che Gesù fosse nato da Giuseppe, come un comune mortale e negavano conseguentemente l’immacolata concezione che peraltro non era ancora all’epoca un dogma di fede.

Gli Adamiti erano anche loro originari di Alessandria e questa è un ulteriore conferma che tutti questi gruppi ruotavano intorno ad una Tradizione Radice, che non poteva altro che provenire come abbiamo visto nel Liber Delta (Eggittum Facture) dalla Terra di Kem, ovvero l’Egitto, che è proprio il caso di definire Ta mer (Terra Magnete). La loro dottrina non differiva da quella dei Carpocraziani, reclamavano la messa in comune delle donne; si ha certezza che si denudassero nel corso delle cerimonie di culto e si diceva facessero così per ristabilire la condizione edenica.

Tra gli Gnostici, dove si sono trovate pietre con inciso l’acronimo Abraxas, il cui significato è giunto integro sino ai nostri giorni ed è ancora presente all’interno dei moderni templi gnostici, utilizzato sovente anche come amuleto. Non ci dilungheremo qui sul significato di questo acronimo, ci limiteremo a dire che la rappresentazione grafica di Abraxas è di un Dio con la testa di Gallo, le gambe formate da due serpenti spesso di due colori diversi bianco e nero; nelle mani stringe una frusta triforcuta ed uno scudo tondo con su inciso un calice. Basilide, capo di un altro gruppo Gnostico, dice che bisogna attraversare 365 cieli per raggiungere la perfezione, per lui Abraxas rappresenta anche la cifra 365; è dunque il Dio supremo. Del resto gli adepti di Basilide credevano alla metempsicosi, all’esistenza di due anime nell’uomo, un Anima Lunare e uno Spirito Solare. Anche loro si abbandonavano ad operazioni magiche comprendenti pratiche sessuali, si dichiaravano discepoli di Pitagora.
                                                                        
In base a quanto detto finora, possiamo constatare che esiste una lunga catena praticamente ininterrotta costituita da società segrete e confraternite sotterranee che la chiesa ha sempre perseguitato con indefessa tenacia, ma senza alcun successo tranne quello di aver ucciso e bruciato sotto accusa di eresia più vittime di tutti i folli regimi totalitari conosciuti nel mondo sino ad oggi.

Segnaliamo di sfuggita che tra gli Arabi, a la Mecca, nel tempio della Kaaba, prima della venuta di Maometto, si esponevano e adoravano dei feticci raffiguranti le diverse forme della sessualità, così come degli insoliti accoppiamenti.

Questa usanza si è perpetuata senza dubbio anche attualmente con le fantasie del Karakous, burattino osceno ma spirituale. Arriviamo così al medioevo che non ha concesso requie alla follia e al Terrore della chiesa che in merito a devastazione culturale, omicidi, torture e repressione ha dato il meglio della sua perversa, tremenda vera essenza, svelando al mondo la sua reale perversa missione.

Non avendo intenzione, ne tempo di esaminare in questa sede tutti i circoli esoterici o magici del medioevo, ci accontenteremo di soffermarci su quelli che si richiamano alla Tradizione Antica. Vogliamo citare gli albigesi che si costituirono a Roma nel 1130 ad opera di Pierre de Bruys, sacerdote francese. Tra i primi seguaci ebbe Henric e Armand de Bref, allievi di Abelardo. Questo de Bruys venne condannato come eretico nel 1139. Tuttavia non si arrese, trasferendo il suo centro di azione in Provenza e in Guascogna. Infine venne arso vivo a Saint Gilles, come ci informano le tristi cronache dell’abate di Cluny.

Questo gruppo ebbe varie denominazioni tanti che i suoi adepti si dissero Petrobusiani, Apostolici, Puritani, Brav’uomini, Patarini, Passagini, Poveri di Lione e tutto ci porta a credere che ebbero tutti la stessa dottrina come fondamento. Bernardo ne parla come di gente ignorante e rozza, disprezzabile ma riconosce che preferiscono morire piuttosto che abiurare. Anche nei loro confronti si rinvengono le stesse accuse di orge pubbliche e oscenità. Polidoro Virgilio li assimila ai Manichei, facendo capire che ne seguivano i dogmi. Si diffusero in Spagna, Germania e Italia. La loro dottrina è identica a quella dei primi cristiani: duplice potenza divina, due principi uno buono e l’altro malvagio. Si è detto di loro che credevano il Diavolo essere il creatore del mondo materiale, cosa che dimostra ancora una volta che i loro accusatori non avevano neanche stavolta capito nulla.

Il Diavolo, non era per loro come per le antiche sette che il simbolo dell’influenza della Materia. Essi ammettevano la metempsicosi e negavano la divinità di Gesù e l’immacolato concezione di Maria. Naturalmente li si accusava anche di negare il libero arbitrio. Questa diatriba avrebbe causato al mondo più sangue di molte guerre messe insieme. Gli Albigesi rifiutavano i principali sacramenti considerandoli privi di alcun significato e venivano accusati pure loro di darsi alle orge e alle perversione.

A questa scuola ne è seguita una seconda che sembra proprio la sua continuazione. Ecco cosa scrive Monstrelet : “ Quello stesso anno del 1459, nella città di Arras nel’Artois, nacque sotto triste Stella, una credenza detta Religione Valdese”. Secondo i soliti inquisitori i suoi adepti frequentavano regolarmente il Demomio, di cui si riconoscevano servitori. Certe sere, inoltre, si riunivano per celebrare i riti del Sabba. La setta si componeva di diverse persone, uomini, donne che complice l’oscurità della Notte si riunivano in luoghi solitari tra boschi o deserti e il Diavolo gli appariva in forma umana ma senza volto. Questo leggeva un Libro e poi distribuiva del denaro. Infine si sedevano a banchetto e terminavano con una ritualità sessuale. Poco sappiamo di preciso in realtà, sulla religione Valdese, ma tutto porta a credere che fosse quasi identica a quella Albigese. Tuttavia, dobbiamo notare che queste notizie sono state ottenute durante i processi e per mezzo della tortura, non certo con mezzi legali e quasi umani come quelli di oggi. Si può dunque ritenere che tutte queste notizia sono inesatte e frutto dell’abominio catto cristiano.

Anche in questo caso, probabilmente, il Diavolo non è altro che l’aspetto materiale della Potenza Divina. La riunione notturna nella foresta consisteva in un operazione Magica, destinata a produrre benefici di carattere esclusivamente materiale. La nudità dei partecipanti era, se non necessaria perlomeno un contributo fluidico. I torturatori ne conclusero che la festa doveva terminare con una prostituzione generale. Ciò in alcuni casi può anche essersi verificato ma altresì può anche trattarsi di una puerile esagerazione dei nemici della Verità.

Circa nella stessa epoca, in Svezia, nel villaggio di Mohre, dei bambini di ambo i sessi venivano condotti nella foresta da alcuni stregoni. Al momento del processo i ragazzi spiegarono di aver assistito a scene sabbatiche e orgiastiche. Precisarono che i partecipanti erano nudi, si formavano liberamente coppie di ragazzi e ragazze e fatto straordinario, le ragazze che si erano date concepivano dei rospi. Si vede anche qui, nonostante la scena descritta denoti un fondamento di verosimiglianza rituale che ritroviamo ancora oggi in molti circoli di Magia, anche qui si denota una mescolanza di menzogne astutamente costruite che fuori dal contesto nell’ignoranza profana, non possono che non sortire un effetto di discredito e di paura. Tutto ciò che all’uomo medio risulta ignoto, da una parte lo affascina dall’altra lo terrorizza, è questo alla base di una millenaria incomprensione tra uomini e donne, di culti o religioni differenti, ma anche di gruppi etnici o sociali diversi, che inquinano le menti e le vite di milioni di mediocri decerebrati.

Tuttavia, all’atto dell’inchiesta di cui sopra, la maggior parte delle donne accusate di stregoneria, confessarono nel pianto, ma questo non prova nulla in quanto sotto tortura chiunque di voi, dichiarerebbe di adorare Topolino, di copulare con Minnie e violentare Gamba di Legno.

Non a caso dobbiamo sapere di trovarci ancora una volta di fronte a cerimonie magiche con finalità prettamente materiale. Questi detti stregoni o maghi appartenevano senza alcun dubbio ad una setta segreta e preferirono testimoniare ciò che gli si voleva far dire piuttosto che divulgare la loro Vera dottrina occulta. Comunque sia il periodo storico compreso tra il XIV ed il XV secolo, si mostra assai ricco di processi per stregoneria, si è trovato un altro nome al posto delle eresie e ormai le si chiamano Magia Nera, stregoneria, commercio col Diavolo.
                                                                      
Anche per questo motivo come precedentemente detto, Noi non riconosciamo alcuna suddivisone in magia bianca Nera o Rossa, se non l’impreparazione e il puerile tentativo di coloro che ancora schiavi di inutili dogmatismi e moralismi hanno a chetare le proprie piccole coscienze inerpicandosi in ridicoli settarismi che portano inevitabilmente al’auto inserimento nel gruppo dei buoni. Dal momento che per noi Una è l’Arte, Una è la Via, Una è la Legge, Uno è l’Infinito, sia come confraternita occulta e gruppo animico di memoria e Volontà collettiva, pur dovendo riconoscere la dualità all’interno di Maya, cangiante odierna virtualità, presente nell’essere umano come nell’Universo, altresì non la possiamo riconoscere in ciò che è Reale quindi Unico, Infinito ed Immutabile, essendo la nostra Arte e dottrina Occulta nella sua Forma  Semplice, Reale e Tradizionale, un Opera Sola. Possiamo forse paragonare la scienza occulta della nostra scuola ad un diamante tagliato, che pur possedendo numerose splendide facce, resta in Realtà un solo meraviglioso Lucente oggetto.

Consapevoli che il Vero significato di molte delle nostre umile parole resterà sconosciuto a Molti,e che sovente saranno prese per farneticazioni con poco o prive di senso, rientriamo nel’argomento ivi trattato, con la consapevolezza che il Segreto che nelle nostre pubblicazioni abbiamo abilmente celato, mai sarà da alcun profano rivelato, ma per i più Nobili di Cuore e i Grandi nella Mente, non vi saranno veli ne barriere.

La maggior parte dei processi mette allo scoperto figure cabalistiche, oggetti sconosciuti, spezzati o fusi in rame o altro metallo. Si diceva che erano stati fabbricati in determinate ore del giorno e della Notte, in base all’influsso zodiacale e le si consacrava all’uso magico in specifiche cerimonie. Ancora una volta i detti stregoni, si lasciavano condannare piuttosto che divulgare il loro Segreto.

Tutti quei Triangoli, quei quadrati, quei cerchi misteriosi divennero ciò che i giudici volevano fossero. Da allora, nacque la leggenda giunta fino ai nostri giorni. Ed è forse, grazie al silenzio di alcuni di questi saggi vecchi fraterni uomini e donne, se la scienza Occulta e i Veri Segreti sono rimasti celati, nel posto ove l’ignoranza umana li ha relegati, ovvero nell’Ombra.^. Ed è li, che in piccoli, sconosciuti circoli, la Tradizione si è propagata, da Bocca ad Orecchio, di Mano in Mano, la vera cultura esoterica nella Forma più semplice pura ed Unica è arrivata sino ad Oggi. Questa è la Vera catena Iniziatica che ha attraversato lo spazio e il tempo; e sono vecchi uomini come quelli che dall’Alto della loro veneranda età e grande saggezza, guidano in Silenzio l’Arcano Sinedrio dei Saggi e la Nostra piccola scuola che in questi Ultimi tempi ha deciso di aprire questo canale divulgativo, con la collaborazione, e l’approvazione della Compagnia della Rosa Nera e del Triangolo d’Argento e tutta la Fratellanza dei Figli di Seth, tentando questa timida operazione per permettere a tutti coloro in grado e con la Volontà di Capire davvero, di conoscere le fondamenta del Nostro pensiero, della Nostra Filosofia, e di come siamo riusciti a Vivere fuori dal Tempo, tra Cielo e Terra.

Gli Stregoni parlando francese usavano le stesse parole di battesimo, messa, comunione, in uso nella chiesa; se ne è dedotto che scimmiottassero il rito cattolico per farsene beffe e a disonore del dio morituro, per soddisfare il Diavolo loro padrone. Da qui la leggenda delle Messe Nere e delle notti da tregenda. Ora è evidente che tali stregoni e maghi non erano altro che membri di sette pressoché sconosciute gruppi eredi di qualche frammento della Tradizione. Fu tramite questi stregoni e maghi che la Rivelazione Orientale si confonde definitivamente con la Kabbalah. In breve, alla fine del XV secolo, una bolla di papa Innocenzo VII ordina a tutti di perseguire e condannare al fuoco stregoni, maghi e chiunque si renda scomodo agli empi disegni papali. Molti li confusero abilmente con i Valdesi, per essere sicuri di poterli colpire. Nel 1523, una bolla di Adriano VI sostituì la precedente ed il carnaio divenne ancor più atroce. Chiunque si fosse allontanato anche solo di poco dalla fede cattolica, diventa stregone e mago degno del rogo.

Tuttavia, la Tradizione era così frammentata, che nessuna società per quanto potente ne conserva dogmi e riti,  in apparenza per lo meno. .^. In Realtà, questa società esisteva, ma per lungo tempo non se ne seppe nulla. Questa società condivise le sue Conoscenze dando così Vita all’Ordine militare del Tempio, i Templari. E’ peraltro al termine del loro processo che stregoni e maghi sembrano moltiplicarsi e divenne più forte la persecuzione nei loro confronti. Spendiamo alcune parole sui processi ai Templari, processi per Noi odiosi, essendo stati causati dall’avarizia di un re e dal settarismo di una chiesa dispotica e schizofrenica. Dimostratasi talmente sanguinaria da non riuscire a risparmiare neanche alcuni dei suoi servitori. Un vero e proprio Leviatano incontrollato ed incontrollabile, che come un Tifone devasta e saccheggia lasciando al suo passaggio solo sangue miseria ed odore di morte.  Dell'Ordine Tempio e di Altri Arcani Fratelli traterremo oltre, in quanto terminiamo qui questa prima parte del De Magica Arte Liber Beta (Magnetisque Corpus Magi) essendoci resi conto che causa, la sua lunghezza rischierebbe di annoiare e confondere i Nostri Gentili Lettori allontandoli da una piacevelo e chiara lettura.
                                                                

Nella seconda parte che sarà pubblicata a breve termineremo il nostro escursus storico sul sottile Filo d'Oro che ha permesso alla Tradizione di Sopravvivere e Rinascere più volte dalle sue Ceneri.  Sovente si intende distinguere come tradizione, la Conoscenza essoterica e popolare che si contrappone a quella Iniziatica Elitaria, Noi in questo scritto abbiamo usato il termine Tradizione, con la lettera maiuscola per riferirsci alla Vera Conoscenze Elitaria ed Esoterica nella sua forma radice comprendente sia l'Operatività Pratica Materiale, che quella Pratica Spirituale che come intuiremo è in grado di sperimentare ben Altri Effetti. Penetreremo nello studio del Memserismo, anche attraverso scritti riservati, e sveleremo, nella forma più semplice e chiara possibile il funzionamento della Magia definita Nera, ovvero quella Magia che servendosi di questa Fluidità, dello psichicismo e degli elementali, può portare conquiste terrene ma causare anche problematiche non indifferenti all'operatore incauto ed ignorante, che poco conosce se stesso e la Materia. Terminere il Capitolo Iniziando ad analizzare le pratiche d'Oriente e la maggia sessuale (Tanta, Yoga, Induismo).
                                                                

 Sempre rivolti al  (M.'.A.'.O.'.H.'.F.'.S.'.) Grande Oriente Ermetico dei Figli di Seth A.°.G°.°D.°.G°.°U.°. , Con l'Approvazione dell'Arcano Sinedrio dei Saggi. Con la Benedizione di Chi Occhio profano Non Vede, Ma il Cui Occhio Tutto Vede,.^.  I F.^. e le S.^. dell'Antico e Mistico Ordine Osirideo Egizio con la Fraterna Colaborazione dei F.°. e le S°.° del Frater Consilii Nerae Rosae et Argentum Trianguli (SSethianibus Ermeticae sinister Atri) . A^A
 

Zenit di Roma Templi Universi , Nadir di Torino Templi Endiomion (Latomorum Fraternitas).

"Non è forse risaputo che la Nostra è un Arte Kabbalistica cioè da rivelarsi solo oralmente e che è piena di Misteri? Povero Idiota, sarai così ingenuo da Credere che Noi ti Insegniamo apertamente e chiaramente il più grande e importante dei Segreti?  Io Ti assicuro che chi vorrà spiegare ciò che i Filosofi scrissero con il senso Ordinario e letterale delle parole si troverà preso nei meandri di un labirinto dal quale non potrà mai Salvarsi, poichè non avrà il Filo d'Arianna che lo Guidi per Uscire."

                                                                                


 



lunedì 14 ottobre 2013

De Magica Arte Liber Lambda (Cogito Imago Ergo Sum Magi)


 
 
De Magica Arte Liber Lambda (Cogito Imago Ergo sum Magi)
 
 
La magia serve per illuminare le Stelle spente e farle Nuove” , tra quelle Stelle talvolta ci siamo anche Noi.

                                                                            
                                
Per poter parlare di Magia psichica, bisogna prima di Tutto distinguere, tanto profanamente e scientificamente, tanto esotericamente , cosa intendiamo per psichico in un Universo che abbiamo già più volte detto, essere una creazione mentale del Tutto, ove Tutto è Mente. Bisogna per tanto operare una distinzione tra quei processi neuro elettrici che compongono la funzionalità cerebrale di ogni individuo, e quelle abilità che invece contraddistinguono la sfera e i campi della mente, che a nostro modesto parere sono un qualcosa di molto più Astratto e complesso e soprattutto inclassificabile in dei meri e mediocri schemi. Quindi per cominciare questo Nostro capitolo del De Magica Arte Liber Lambda (Cogito Imago Ergo Magi), inizieremo parlando dal punto di vista psichiatrico di cosa sia il pensiero Magico, e in che modalità e per quali motivazioni questo si viene a sviluppare durante tutta la Vita, anche quella profana, di ogni individuo partendo dall’Infanzia, il periodo più Magico per ciascuno essere Umano, essendo per Natura più Vicino alla Fonte Primigenia che ci ha generato o rigenerato. (non in senso fisico bensì animico)
                                                                         

La risorsa più grande del bambino, è la sua capacità di creare spazi immaginari, spazi all’interno

dei quali si sviluppano possibilità e potenzialità. La creatività, la fantasia e l’immaginazione

che prendono forma dal pensiero Magico accompagnano il bambino durante tutta la sua vita,

anche quando entrerà nel’età adulta e svolgono un’importante funzione di mediazione nei confronti

della realtà.

Giocando con i bambini non ci si può non accorgere quanto sia importante che ognuno riesca ad

esprimere e valorizzare il proprio mondo Magico. Tutti i bambini sono magici. A volte può

capitare che siano talmente magici da essere travolti dalla loro stessa magia, bisogna allora

aiutarli a scoprire questa magia, ad usarla in maniera consapevole e non distaccata dalla

realtà. Questi bambini così magici hanno il potere di riavvicinare anche il più austero e profano degli adulti al magico, ci danno la possibilità di usufruire nuovamente dello sguardo magico sulla Realtà che da

sempre ci accompagna, ma del quale spesso siamo inconsapevoli. Gli adulti “hanno imparato

che esistono molteplici schemi teorici per la comprensione del mondo , anche se troviamo

difficile se non impossibile pensare veramente in base a qualsiasi altro schema che non sia il

Nostro.  Questo sguardo Magico, per quanto possa sembrare contraddittorio aiuta a

mantenere il contatto con la realtà e ad affrontare la vita con la giusta dose di leggerezza.

Il pensiero Magico come “il Simbolo rivela determinati aspetti della Realtà , gli aspetti più

profondi  che sfuggono a qualsiasi altro mezzo di conoscenza. Le immagini, i Simboli, i Miti,

non sono creazioni irresponsabili della psiche; essi rispondono a una necessità ed adempiono

una funzione importante: mettere a nudo le modalità più segrete dell’essere”.

Dare ascolto al nostro mondo magico significa ritrovare contatto con il nostro bambino

interiore, scintilla Divina, affinare la nostra sensibilità, il nostro rapporto, la nostra partecipazione e la nostra comprensione del e con l’Universo.

Nel rito il pensiero Magico dischiude un linguaggio simbolico che da voce al nostro mondo

interiore, al nostro inconscio.

Le domande che queste argomentazioni sul pensiero e sul mondo magico dell’individuo

suscitano sono molteplici: Quanto della nostra realtà appartiene al nostro mondo magico?

Quanto il mondo magico fa parte della vita dell’individuo? Quanto sono vicini mondo magico

e inconscio? E quanto questi influenzano il nostro personale modo di vedere la realtà? Quanto

di ciò che viviamo nel mondo esterno è influenzato dal nostro mondo interno? Qual è il

confine tra mondo magico e ciò che viene definito realtà quotidiana? Non sempre, per menti profane tali domande trovano risposta, ma spesso il mondo Magico è molto più vicino di quello che pensiamo.
                                                                        

Esistono diversi tipi di pensiero studiati nella loro forma ed espressione, e definizioni molto differenziate per effetto dei presupposti teorici da cui i vari orientamenti psicologici prendono le mosse.” Più

specificatamente si pone in antitesi pensiero realistico e pensiero magico sottolineando che “ il

primo si attende ai dati di realtà , il secondo, tipico dello stadio infantile e del modo primitivo

di pensare , vive di partecipazione mistica con gli oggetti e le cose vissute come animate e fornite di intenzionalità. Oltre al pensiero magico si oppone, al pensiero realistico, il pensiero dereistico i cui contenuti si riferiscono ai bisogni ed alle fantasie del soggetto al punto di misconoscere la realtà come nelle situazioni definite deliranti.”

Il pensiero per come intendiamo indagarlo in questo scritto, non  racchiude in sé solo

l’aspetto logico-razionale, ma aspetti più profondi, che spiegano in maniera più completa ed

esaustiva l’agire umano e che richiamano alla complessità dei processi cognitivi umani. Una

prospettiva che consideri il pensiero solo da un punto di vista logico razionale risulta dunque

riduttiva, sia che si tratti di un bambino sia che si tratti di un adulto. Viene così messa in

evidenza la natura illusoria dell’“uomo logico”, che nella sua perfezione rimane un’idea

astratta.

Appare evidente che le scelte quotidiane non vanno sempre ricondotte a principi e a regole

proprie della razionalità o della logica causa-effetto visibile e misurabile dalla scienza ufficiale, ma più spesso rientrano nell’orizzonte del pensiero magico o quasi magico o dell’istinto e dell’emotività umana. Quando il pensiero magico interviene nelle nostre scelte si ritiene che la realtà sia influenzabile secondo i propri pensieri e desideri. “Col temine potere (Magico) si vuol designare l’Energia o la capacità che

consentono di produrre un effetto desiderato. L’essenza del Magico sta nel fatto che vengono

usate tecniche misteriose per l’osservatore e ovvie per l’operatore.”

Se si vuole comprendere ciò che motiva l’agire umano e le basi che lo sottendono è necessario

allargare la propria visione di pensiero, analizzandolo non solo per quanto riguarda gli aspetti

logico razionali, ma anche per quanto riguarda quegli aspetti che qui chiameremo Magici. La

predisposizione umana al pensiero Magico e alla Magia, che si innesta facilmente a partire da

questo, contraddistingue in particolar modo il funzionamento cognitivo del bambino, ma tale

forma permane e non abbandona mai totalmente la mente umana.

Pensiero Magico e pensiero razionale dunque si configurano come due strutture mentali che

convivono ed interagiscono quotidianamente anche nella mente dell’adulto. Potremo azzardare, definendo il pensiero razionale come Solare, mentre quello magico come Lunare, ma, riteniamo che sarebbe molto riduttivo, quindi per il momento ci limiteremo nell’affrontare la questione, con un linguaggio semplice, facilmente accessibile, a tutti, senza dare adito ad interpretazioni archetipiche o simboliche che lasciano il tempo che trovano e rischierebbero di portare fuori strada, molti se non la maggior parte dei Nostri Gentili lettori. In quanto il pensiero Magico pretende una grande dose di positività attiva, ma allo stesso tempo una grande sensibilità passiva negativa, quindi non ce la sentiamo di proseguire oltre in speculazioni che presupporrebbero conoscenze Iniziatiche ed operative notevoli, per essere comprese pienamente, per tanto rivolgendoci ivi ad un Vasto pubblico terminiamo questa parentesi.

Freud accosta il pensiero Magico dell’uomo primitivo a quello del bambino. Ritiene

che la Magia sia prodotta dal desiderio e che dietro ad ogni pratica Magica del bambino ci sia

un’affettività particolare.

Egli considera la Magia il risultato del narcisismo infantile, ossia uno stadio dello sviluppo

affettivo durante il quale il fanciullo non si interessa che della propria persona, dei propri

desideri e dei propri pensieri. Il bambino innamorato di se stesso, considera i suoi pensieri e i

suoi desideri capaci di influenzare Magicamente gli avvenimenti e dotati di tutta l’efficacia

necessaria. Freud coglie l’essenza del Magico nell’onnipotenza del Pensiero, riscontrabile

tanto nei bambini, che ancora non si misurano con i dati di realtà, quanto nei nevrotici

ossessivi, adulti che con le loro fissazioni e con i loro rituali tentano di controllare, proiettandolo sul

mondo esterno, il loro mondo interno animato da forze che temono di non riuscire a

contenere, con il rischio di una scissione.

Jung , invece, definisce la Magia come un’identificazione con forze inconsce al fine di

propiziarle, di servirsene, di distruggerle, di neutralizzare la loro potenza o di allearsi con esse

per poter esercitare sul mondo esterno una maggior influenza. Dette forze agiscono come

complessi autonomi dall’Io, che l’Io, se non è sopraffatto, tenta di controllare con rituali

Magici.

Sia Freud che Jung calano la relazione tra pensiero magico e calcolo razionale in un

vero e proprio schema dialettico ed individuano una sorta di mancata, perduta o non ancora

avvenuta distinzione tra interno ed esterno, processo psichico e Natura, dunque uno stato di

identità tra soggetto ed oggetto, sé e gli altri, animato e inanimato e così via. In tal caso ciò

che capita dentro è immediatamente percepito come un avvenimento là fuori, e viceversa, un

evento esterno è recepito come un fatto personale, interiore. Secondo tale concezione,

diventare adulti, significa riuscire a divaricare questi due lembi sovrapposti e confusi, marcare

tra loro uno scarto, una distanza, un intervallo, in modo da articolare e differenziare lo stato di

identità di partenza, facendo una distinzione.

Quello del pensiero magico è la fase retta, secondo l’espressione di Freud, da un’onnipotenza dei pensieri: una fase eroica, fiduciosa oltre ogni misura nelle proprie incipienti capacità.

Secondo la Nostra modesta esperienza, entrambi questi punti di vista, sottolineano molto bene alcuni aspetti del pensiero Magico, ma ovviamente non possono descriverlo per intero, perché è un qualcosa che non può essere riassunto con semplici parole o come abbiamo detto prima rinchiuso  entro ristretti schemi.
                                                                                

L’evoluzione del Magismo segue uno schema che partendo dall’animismo primitivo fa

seguire una fase religiosa, dove l’onnipotenza viene ceduta agli dei, che incarneranno Forze, e tenteranno di spiegare Misteri tanto esogeni quando endogeni all’Umanità intera. Da quella religiosa si passa ad una “fase scientifica” dove, dice Freud, non c’è più posto per l’onnipotenza dell’uomo, il quale riconosce la sua pochezza e si sottomette con rassegnazione alla morte come a tutte le altre necessità della Natura.

Che lo spirito debba necessariamente preludere al realismo della mentalità scientifica, che la

Magia sfoci di diritto in raziocinio è ciò che Jung contesta. L’inconscio è il luogo dove le

nostre ordinarie contrapposizioni polari (soggetto e oggetto, mente e natura, in temporalità e

storia) stanno ancora ripiegate in se stesse, in stato di identità ed è senz’altro il ricettacolo di

tutti i contenuti dimenticati, passati o rimossi, di certo la sfera in cui prendono posto tutti i

processi subliminali, come le percezioni sensoriali troppo deboli per raggiungere la Coscienza;

ma anche, e soprattutto, la matrice da cui cresce il futuro Psichico. L’inconscio trova la sua

dimensione più autentica quando è pensato come matrice collettiva, costitutivamente

inafferrabile da un punto di vista logico, letteralmente comune a tutto e presente in ciascun

individuo, capace di avvolgere in se stesso tempo, spazio e causalità.

Altri studiosi si soffermarono a discutere sulla Natura della Magia dal punto di vista psicologico. Wilhelm Wundt sosteneva che il pensiero Magico, in quanto fase più antica nello sviluppo del pensiero religioso, era basato su processi emozionali, il principale dei quali era la paura nei confronti della Natura, ostile al genere umano e perciò interpretata come una forza malvagia che può essere controllata dalla Magia.

La funzione della sfera rituale è una funzione di protezione psicologica di fronte ai rischi ed

alle situazioni aleatorie proposte dalla vita quotidiana. La Magia per l’uomo ( maschio,femmina) rappresenta una sorta di “ottimismo standardizzato” che infonde fiducia e sicurezza e aiuta a superare le difficoltà esistenziali. Il senso ultimo della Magia è quello di far sì che l’uomo non desista dall’operare,

offrendogli una via d’uscita laddove si profila il rischio. “La Magia protegge le persone dall’indigenza e mette nella condizione di ottenere successo, situazioni queste in cui le implicazioni di carattere emozionale e sociale sono alte. La Magia provoca in chi vi crede una fiducia in se stessi sul piano psicologico, può essere di aiuto nel raggiungimento dei più alti livelli di sviluppo tecnologico e morale e permette di organizzare meglio il lavoro individuale e di controllare quello di gruppo, da cui dipende il benessere dei membri della società: la Magia ritualizza l’ottimismo dell’uomo.”

 Secondo Noi attualmente il compito storico della magia dovrebbe rappresentare il riscatto dal’angoscia scaturente dall’impotenza davanti all’Ignoto.

La difesa è la garanzia della personalità in crisi. Se nel mondo Magico la personalità non è

ancora fortemente consolidata, essa è sempre soggetta al rischio di smarrirsi. Infatti abbiamo precedentemente messo sovente in guardia dai rischi che intercorrono affrontando pratiche magiche, o di manipolazione , cambiamento, analisi del pensiero individuale e collettivo, per tanto poniamo l’accento su alcuni fenomeni tipici di pratiche sciamaniche, quali la spersonalizzazione e lo scatenamento di impulsi incontrollabili la cui corrente del pensiero possono portare in meandri reconditi della mente, dai quali è molto complicato disimpegnarsi in breve tempo e senza alcuna conseguenza.
                                                               
Al fine di comprendere fino in fondo quelle che sono le funzioni e i meccanismi che

stanno alla base del funzionamento del pensiero Magico è opportuno considerare le

motivazioni che spingono la persona ad utilizzare la Magia o più specificatamente riti e condotte Magiche.

Il pensiero Magico prendendo la forma più adeguata ai tempi accompagna l’uomo nella vita ed in particolare quando la vita stessa ed il futuro diventano più oscuri. L’ignoto, il non prevedibile da sempre sono stati per l’uomo fonti di angoscia. Nella sua essenza il pensiero magico affonda verosimilmente le sue radici nel bisogno dell’essere umano, specie in condizione di maggior precarietà e vulnerabilità, di neutralizzare, almeno in parte, la penosa condizione di inadeguatezza di fronte agli elementi strapotenti con cui si deve confrontare. Mai come nei momenti di crisi, di difficoltà e di insicurezza l’uomo ha bisogno

di attingere a tale risorsa in maniera equilibrata. Non è un caso se i periodi di maggiore oscurità, e brutalità hanno da sempre coinciso con i momenti di maggiore diffusione delle Arti Magiche, Divinatorie, e della preghiera. L’uomo mediocre, e Profano, ricorre solo quando è messo dagli eventi con le spalle al muro, all’irrazionale, dopo essersi attaccato ad ogni speranza che l’istinto di sopravvivenza gli suggerisce, allora l’uomo ricorre con l’ultima molecola, dell’ombra divina che un tempo da lui emanava, al mondo dell’invisibile, in molti casi affidandosi puerilmente alla preghiera, in pochi, ma più saggi sono coloro che ricorrono a quelle pratiche, introspettive, di ricerca e di evoluzione , che rientrano nel pensiero Magico.

La più terribile crisi storica del mondo moderno la seconda guerra mondiale e tutte le conseguenze che ha portato con sé e si è trascinata dietro, ha dimostrato a sufficienza che pensare di sradicare Miti e Simboli è

pura illusione. Anche nella situazione storica più disperata, degli uomini e delle donne hanno cantato romanze, danzato in cerchio; ascoltato delle storie intorno a un Fuoco e quelle storie non facevano che trasmettere dei Miti, quelle romanze erano cariche di nostalgie di tempi passati, tempi in Cui gli Dei camminavano ancora sulla Terra . Tutta questa parte, essenziale e imprescindibile dell’uomo, che si chiama Immaginazione, che non a caso deriva da imago,  nuota in pieno Simbolismo e continua a far vivere Miti e

teologie arcaici. Sta all’uomo moderno, risvegliare questo inestimabile tesoro di immagini che egli porta con sé: risvegliare queste immagini per contemplarle nella loro verginità e assimilare il loro messaggio. La saggezza popolare ha espresso a più riprese l’importanza dell’immaginazione per la salute stessa dell’individuo, per l’equilibrio e la ricchezza della sua vita interiore.

Se in Egitto, e nell’Antica Grecia l’uomo si confrontava con Mostri Mitologici, Dei, e Demoni incarnazioni delle forze della Natura o degli Astri, nel medioevo, abbondavano visioni di Madonne, Redentori e Demoni tentatori, e neanche l’ignoranza e l’abominio catto cristianologico è riuscito con i suoi sacri Roghi dell’inquisizione ad epurare la mentalità atavica dell’irrazionale umano.

                                                                     
Il mondo dell’Immaginario Archetipico è una rappresentazione di un Mondo altrettanto Reale, almeno quanto quello che viviamo nella Vita attiva di tutti i Giorni.

La Coscienza dispone di due maniere di rappresentare il mondo. Una diretta nella quale la cosa si presenta essa stessa allo Spirito, come accade nella percezione o nella semplice sensazione. L’altra indiretta quando,

per una ragione o per l’altra, la cosa non può presentarsi in carne e ossa alla sensibilità, come

per esempio nel ricordo della nostra infanzia, nell’immaginazione dei paesaggi del pianeta

Marte, nella rappresentazione degli elettroni che girano intorno al nucleo dell’atomo, o di un

al di là che sta oltre la morte. In tutti questi casi di Coscienza indiretta, l’oggetto assente viene

ri-presentato alla Coscienza da un’immagine. In assenza di strumenti di controllo della realtà

interiore e della realtà esterna, la prima forma di protezione è rappresentata dalla Magia che

dischiude un orizzonte mitico, definibile metastoria, dove il senso delle azioni

degli uomini può essere considerato come già descritto e quindi anticipato nel suo buon fine.

Come nel mito una determinata serie di eventi trova la sua risoluzione positiva,

così, praticando i riti conformi al disegno del Mito, una serie analoga di eventi che sta

succedendo a un certo individuo in un certo frangente della sua esistenza, troverà soluzione.

Come orizzonte della crisi, la magia Controlla la negatività del negativo evitandole di

espandersi; come luogo di destorificazione del divenire la relativizza consentendo di

affrontare le prospettive incerte “come se” tutto fosse già risolto sul piano metastorico,

secondo i modelli che il desiderio umano di protezione prefigura.

In alcuni casi seguendo il modello del pensiero Magico, che attende la risoluzione dei

problemi non dalla sequenza dei nessi causali, ma da formule, gesti, riti, può determinarsi

una vera e propria disarmonia con i dati della realtà meta virtuale odierna.

Alcuni agiti possono essere supportati da una condizione mentale che ignora le leggi della logica e le connessioni naturali.

Jung ritiene che il ricorso a rituali Magici sia funzionale al controllo delle forze inconsce che

agiscono nell’essere umano come complessi autonomi dell’io: “In questa età di materialismo

 si è avuta una reviviscenza della fede negli spiriti, sia pure a livello più elevato. Non si

tratta di una ricaduta nella superstizione ma nel bisogno di proiettare la Luce della Verità su un

Caos di fatti malsicuri. Laddove la realtà appare segmentata e divisa occorre riconoscerla

in Unità, laddove l’oggetto delle nostre aspirazioni appare irrimediabilmente distante, quando

la realtà circostante riproduce incertezze e paure che minano la vita collettiva, quando occorre

riappropriarsi della realtà che ci è ostile dominandola, l’individuo ricorre all’unica forza

incondizionata che avverte in sé, quella del Pensiero. Proiettando, oggettivando questa forza

attraverso rituali, simboli e segni, egli riproduce il fenomeno Magico, che è la forma primitiva

di riappropriazione della Realtà e che culmina nello sforzo di ricostruire quell’Unità indistinta

di soggetto e oggetto che il bambino porta con sé al momento della nascita. Il pensiero

Magico ricrea dunque l’Unità del conoscere, racchiude in sé soggetto e oggetto, riunisce il

frammentario, colma le distanze, salta la realtà, proietta nel futuro desideri inappagati. Di

fronte a questo tipo di Conoscenza e di agire umano, il conoscere scientifico e la stessa

razionalità sono episodi, forme storiche che si realizzano come prese parziali di Coscienza della Realtà

e si mantengono solo attraverso lo sforzo costante del soggetto che non rinuncia al pensiero Magico, non si stanca di cercare fenomeni di Verità, ma al contempo non cessa d’usare lo strumento della

Ragione. Come precedentemente detto, non a caso Operatori che hanno consacrato la loro Vita terrena alla ricerca della Verità, come Noi, possono considerarsi come Atlante, in quanto Tutti portiamo il Fardello della Volta Celeste sulle proprie spalle, avendo al contempo i piedi ben saldi nella Terra. Ed è questo che come i Titani ci ha portato a vivere Fuori dal Tempo, tra le Sale di Amenti, e l’Impereo, Noi celebriamo la Nostra Natura di uomini e donne del Divino Seme di Seth, imperfetti nella staticità, Perfetti nel divenire, Perfettibili nel Essere.

                                                                 
                                                   
 Lo stesso concetto di Simbolo è da ricondurre al pensiero Magico: il legame che lega
significante, ossia il simbolo stesso, e il significato, ossia l’oggetto o l’evento rappresentato,
non è reale, ma stabilito dalla mente umana sulla base di una relazione partecipativa che lo
rende reale e presente (nel tempo e nello spazio).In merito abbiamo più volte scritto che parlare di simboli è impresa assai ardua e perigliosa soprattutto se ci si rivolge ad un pubblico vasto; in quanto come già detto in altre occasioni, per comprendere nella sua Reale e completa Essenza un Simbolo bisogna aver vissuto in prima persona quegli stati d'Essere ad esso colleggati. Questa è la ragione per cui uomini e donne di Buona Volontà, vissuti a distanza di spazio e tempo tra loro, possono riconoscersi Fuori dal Tempo come Fratelli e Sorelle. In questo senso la partecipazione è una
aratteristica fondamentale in quanto è in grado di reggere ed alimentare la strutturazione
Magica del pensiero ed in grado di sostenere scelte della vita intera di alcune persone, ovvero coloro che hanno scelto di percorre la Via dell’Introspezione, della Ricerca Occulta e di ciò che è Veramente Reale (Unico ed Immutabile) e non invece ,di chi rincorre una realtà, effimera, mutevole ed ingannevole.

Pensiero e condotte magiche sono dunque diversi da persona e persona, caratterizzati dalla

soggettività che ne esalta la natura di tentativo di adattamento alla realtà così com’è

individualmente percepita e rappresentata mentalmente.

In effetti sia che si usi un linguaggio od un’altro le cose non cambiano! Si tratta solo di prendere

Coscienza, di Essere, e comportarsi da Iniziati, o da Operatori , comprendendo che in potenza ciascuno qui in basso, può porsi in grado di affermare “Io sono Io, Colui che è, che è stato e che Sempre sarà”. Ed il catalizzatore per praticare questa Magia, questo cambio di prospettiva, risiede nella Forza del Pensiero Magico. Il potere che gli Altri hanno su di Voi, è solo il potere che Voi date loro. E il potere che Voi desiderata avere sulla Vostra Vita, e sulle Vostre azioni, è il propulsore per mettere in azione il pensiero Magico, divenendo così causali e padroni della propria esperienza di Vita. Non invece, restando mediocri spettatori di effetti di altrui causalità, o peggio ancora, continuando inermi a subirne gli effetti, che portano le persone completamente in una spirale di impossibilità e impotenza, in cui passare tutta la vita venendo sballottati dai marosi di tempeste di cui non su sospetta neanche l’Esistenza.

Abbiamo precedentemente detto che la Magia, è l’Arte delle Arti e il percorso magico da Noi, consigliato e intrapreso è quello della Via dell’Immaginazione, anche se sconsigliata dalle scuole stantie e canoniche che da schole esoteriche e di Virtù si sono trasformate in culti dogmatici, in cui adepti ignoranti attendono illuminazioni preconfezionate da qualche mediocre autoproclamatosi maestro, mentre si muovono in stretti inutili cunicoli creati dal incompetenza  e dall’ipocrisia di chi, ha voluto plasmare a suo mediocre piacimento la tradizione occulta, rinchiudendola entro assurdi schemi e limitazioni, sfregiandola con dicotomie, divisioni, e dogmatismi, facendone una impietosa mistura, simile alle religioni, verso le quali , per finire l’hanno costretta ad inginocchiarsi.

L’immaginazione e la fantasia costruiscono le basi dell’immaginario personale, che si

organizza nella struttura della personalità e nella rappresentazione del mondo e che unendosi

all’immaginario culturale comune, contribuisce a determinare l’interpretazione della Realtà e

la sua rielaborazione. La Nostra Via, così intesa, diventa dunque, tanto attività di mediazione, quanto attività di creazione, spazio di transizione che permette di sperimentare, sperimentarsi, scoprire, scoprirsi ed esprimersi in una dimensione protetta dalla finzione della virtuale quotidianità, permettendo di entrare in maniera graduale in contatto con l’Unità Reale Infinita ed Immutabile.

Il pensiero Magico diventa unicità, originalità, creatività, nuova energia, forza a cui

attingere nella risoluzione dei problemi e delle situazioni che la vita ci pone quotidianamente di fronte, divenendo consapevoli della propria Natura, e delle proprie potenzialità. Imparando a non fermarsi davanti a quegli ostacoli, che per quanto insormontabili sembrino a prima vista, altro non sono che il riflesso di ciò che dentro di Noi, esiste in risolto inascoltato e che la nostra Divina Essenza, ci mette di fronte ai Nostri ciechi spesso inconsapevoli occhi per permetterci di Evolvere.

L’innovazione nasce dal pensiero Magico, dal sogno, dal desiderio. È questo ciò che muove il Nostro
Mondo, e anche se non Tutti lo sanno, anche il Mondo di ciascuno di Voi.

                                                                      
Abbiamo detto nel Liber Alpha di questo nostro modesto trattato, De Magica Arte, che l’Arte della Magia, è l’Arte della manipolazione di simboli, archetipi, piegando alla volontà dell’Operatore, forze, vibrazioni, stati, pensieri, oggetti, animali, persone.
In un periodo irrazionale, come quello che ci siamo riservati per il ventunesimo secolo, in cui proprio l’avvento delle forme di governo democratico e delle cosiddette libertà individuali, assieme all’industrializzazione, sono state utili per produrre la necessità oggettiva (da parte della politica e dell’economia) di governare, cioè manipolare dall’alto il pensiero e il comportamento delle masse, sia come elettori che come consumatori.

Questo è il motivo per cui oggi la manipolazione mentale è divenuta una tecnologia e una scienza, nella quale si investono molti più denari che in tutti gli altri campi della psicologia, e tecniche apparentemente innocue, come la programmazione neuro linguistica o il mentalismo rivestono solo la punta dell’ice-berg di questa disgustosa commercializzazione e monetizzazione che non ha risparmiato neanche le Arti occulte, facendone un prodotto senza alcun contesto, alla portata di qualsiasi ignorante profano, ingordo personaggio, che può disporne a suo Uso e Consumo, senza neanche avere una Reale idea, delle Forze o delle Dinamiche con le quali si innescano tali sistemi di persuasione, e senza avere la benché minima consapevolezza Coscienziale del contesto in cui tali Arti, o Artifizi sono nati; e questo corrisponde ad usare un arma senza avere la consapevolezza che possa uccidere, ma credo che i nostri gentili lettori abbiano davanti ai loro, più o meno vedenti occhi, tutti i giorni gli effetti di dette distorsioni. Alle manipolazioni religiose e settarie, portate avanti dai falsi ministri del culto, sulla cui Arte del raggiro e della manipolazione hanno edificato i loro imperi della fede, i loro templi di oro porpora e menzogne, si sono aggiunti gli imperi finanziari, commerciali e di conseguenza statali, visto che il potere finanziario e chi lo gestisce è il reale proprietario dei mega fantastiliardici debiti nazionali, di conseguenza degli stati nazione stessi. Non possiamo negare che la contaminazione esoterica ed occulta, sia avvenuta grazie a molteplici, confraternite iniziatiche, o pseudo segrete, che da viatico per la ricerca della Luce, si sono trasformati, in salotti di piccoli e grandi complotti, animati dalla follia di onnipotenza, nata in quelli stolti ,che avendo appena sbirciato oltre il velo, avendo intuito il grande potere che da alcuni insegnamenti, scaturiva hanno preferito come sempre Mammona, al loro povero Dio interiore; e sfruttando i vincoli di fratellanza, gerarchia ed ordine, queste definite da noi, Ex- catene iniziatiche, perché ormai, indegne dello Status attuale, hanno tessuto per decenni le loro trame.

Fuori ad un Noto, Circolo Esoterico Occulto, che trovava il suo perché nell’Ombra di boschi secolari , sotto la saggia, ma ormai disgustata vista del Grande, saggio Gufo, troneggiano le parole: Ragni non v’apprestate Voi, e le Vostre Trame. Peccato che sia proprio in esclusivi circoli come questo che gli astuti e i meno astuti ragni, da oltre un secolo tessono le loro irrazionali , trame, usufruendo di Conoscenze, di cui hanno dato prova di non Esser degni, neanche minimante. E la cosa veramente più inconcepibile, nelle nostre umili menti, è come detti personaggi riescano a placare, le loro piccole coscienze, convincendosi che loro agiscano per il bene dell’intera umanità, e che stiano lavorando ad un progetto di enorme importanza, che addirittura osano alcuni definire Grande Opera. Se questa società contemporanea, e la direzione cui inevitabilmente sta andando è la loro Opera, Noi non possiamo che discostarci il più possibile da questi ciarlatani, nemici di se stessi e della Vita, e ricordare a Tutti, che chi semina vento raccoglie inevitabilmente tempesta, e non servirà poi a nulla, rivolgersi ad insulse egregore,  ai falsi dei morenti tenuti in vita dalla follia di questi omuncoli viventi, e neanche alle poderose tecnologie che credono possedere in segreto. Civiltà, governate e plasmate da menti più lungimiranti e sagge e Illuminate di quelle oggi al potere, sono scomparse non lasciando traccia di se. Uomini davvero Savi, hanno visto spazzare Via, i loro Grandiosi Imperi nel giro di una Notte. Nulla è Eterno oltre la Coscienza, l’Unica che non generata esiste per Essere, vive e sperimenta per imparare. Per lei non è importante, vincere o perdere, ne fare bene o fare male, solo Partecipare. Nel senso che l’importante dell’esperienza, quello che determina un espansione della Coscienza individuale e di conseguenza di quella Universale, sono gli insegnamenti. Ed un insegnamento può nascere da un Errore quanto da una Vittoria, quindi non è importante tanto quello che materialmente si lascia al deperimento dei cicli degli Eoni, quanto quello che si edifica dentro Se stessi, attraverso un attenta analisi e conoscenza della personale intima Essenza.
                                                                
Per taluni l’illusione risulta essere più importante della Realtà, perché ciò che conta non è portare a compimento improbabili sogni quanto far credere di esserne capace.

Ecco che allora i culti abusanti passano inosservati fino a quando un evento tragico, “inimmaginabile”, li fa risalire, come un fiume carsico, all’attenzione pubblica. Quando è tardi per intervenire. Accadde così per i 39 corpi di uomini e donne che, il 26 Marzo 1997, tutti vestiti allo stesso modo e avvolti in un drappo color

porpora, furono rinvenuti a San Diego, in California, in un palazzo da un milione di dollari.

La settimana seguente i media, con dovizia di particolari, raccontavano l’impressionante storia del culto di Heaven’s Gate. Molti degli affiliati si erano auto-mutilati come fase del processo di purificazione. Il leader del gruppo, il sessantaseienne Marshall Applewhite, aveva convinto i suoi seguaci ad una “volontaria uscita

dal corpo”, come fase del loro percorso spirituale. In accordo con i loro principi dottrinali, essi non stavano causando la loro prematura morte, ma piuttosto si stavano liberando del loro “contenitore fisico”, al fine di raggiungere il “Prossimo Livello Evolutivo”. Cosicché ogni membro attivo del gruppo si era suicidato affinché un UFO, che si trascinava dietro la cometa di Hale Bopp, avrebbe potuto trasportarlo nel “Regno di Dio”. Tutto ricordava altri tragici suicidi/omicidi collettivi compiuti in nome di un’improbabile, quanto assurda, transizione in “mondi migliori”. Il culto questa volta si chiamava Ordine del Tempio Solare, il suo leader e mentore era l’indiscusso Joseph Di Mambro mentre l’oratore carismatico, nonché agente reclutatore, era un certo Luc Jouret. Gli adepti venivano sottoposti ad ogni sorta di umiliazioni pubbliche allo scopo di “distruggere le vibrazioni negative”. Ordini e contrordini, regole di vita estreme. Dal reclutamento alla “morte programmata” il passo fu breve: uomini, donne e bambini morti per intraprendere la “transizione” verso il pianeta Sirio. “Nuovo mondo” di turno che causa, fra il 4 ottobre del 1994 e il 22 marzo del 1997, 48 morti in Svizzera, 5 in Canada e 21 in Francia.

È bene precisare che gli affiliati a questi due culti appena citati non erano adepti scontati. Diversi i loro strati sociali: sportivi di successo, autisti, docenti, ambientalisti, venditori d’auto, bambinaie, procuratori legali, assistenti medici, casalinghe, personaggi televisivi. Molti avevano impieghi fissi prima di decidere di seguire il culto.

Questo fa pensare che, sebbene vi siano variabili contingenti che rendono una persona più vulnerabile psicologicamente nei confronti dei reclutatori di un culto, chiunque sia all’oscuro delle tecniche di controllo mentale può divenire facile preda di un culto distruttivo. E questo tragico esempio attualmente non coinvolge più solo seguaci di culti o dottrine esotiche, ma la gran parte delle persone della popolazione umana. Avviene all’interno di gruppi militari, sociali, politici, e di qualsiasi matrice , persino sportiva.

Ma neanche coloro i quali non seguono culti di alcun genere, ne fanno parte di alcun gruppo in particolare sono al sicuro, in quanto tale abominio è stato esteso a tutta la società, tramite i mezzi di comunicazione di massa; come dicevamo nel Liber Alpha, coloro i quali oggi sono più vicini ad incarnare l’archetipo, le potenzialità e le abilità del Mago o dello Sciamano di un tempo, sono i grafici, i pubblicitari,  che vomitano le loro formule magiche sotto forma di jingle in continuazione, dalle radio, dalle tv, mentre si naviga in internet. Non vi è angolo delle Città o dei Sobborghi che non sia tappezzato da Sigilli magici guarniti di formulari camuffati da Spot pubblicitari, non vi è istante che la mente dell’uomo medio, e mediocre sia al riparo dal costante attacco alla sua volontà, e alla sua coscienza, persino dai telefonini che ciascuno possiede in triplice o quadruplice copia, vengono di tanto in tanto, lanciati incanti sotto forma di sms.

Per concludere questa parentesi, che non potevamo non fare parlando di Magia, manipolazione e controllo del pensiero e delle Volontà, qualsiasi processo sociale che incoraggia obbedienza, dipendenza e conformità, scoraggia autonomia e individualità immergendo gli individui in un ambiente che reprime la libera scelta. I dogmi del gruppo diventato l’unica preoccupazione della persona. Qualsiasi cosa o chiunque non rientri in questa realtà rimodellata diventa irrilevante o pericolosa. Questo procedimento fu indicato con il termine di “riforma del pensiero” o “manipolazione mentale”, tecnica questa che è stata definita: “una combinazione della forza esterna coercitiva con l’appello a un entusiasmo interiore”.

La riforma del pensiero è più sottile e raffinata del “lavaggio del cervello”: la vittima non è mai minacciata apertamente, ma persuasa, manipolata, ingannata. Tutti questi processi e tecniche, possono rientrare nelle abilità  dell’Arte Magica, di coloro che sfruttano meccanismi, endogeni ed esogeni per destrutturare la personalità, e la volontà parziale o totale di un individuo, piegandola alla propria. Naturalmente, la Vera Magia, non si limita a queste subdole semplici, ma molto efficaci tecniche manipolatorie, ma all’utilizzo di precise Forze, stati e vibrazioni, che si basano su concreti postulati e leggi, che se pur interessano la sfera invisibile, o metafisica, come i nostri affezionati lettori avranno appurato dai primi trattati di questo Nostro De Magica Arte, (Introduzione- Liber Alpha).Esistono naturalmente operazioni magiche che apparentemente non interessano l’individuo e la sua Psiche (intesa nel senso classico del termine) , ma che operano attraverso o con l’ausilio di Forze Naturali o Astrali. Ma la percezione che ciascun essere umano, ha di tali fenomeni, profanamente straordinari, è strettamente vincolata alla sensibilità e al pensiero di ogni uno, se non al grado di preparazione, educazione e conoscenza personale, che altro non sono che l’ultimo filtro per interpretare correttamente ogni impulso interno o esterno che viene tradotto in quello che può essere definito come realtà quotidiana, nonostante di Reale abbia davvero poco, essendo mutevole ed ingannevole.
                                                                        
                                                          
 È attraverso il potere magico e la sperimentazione che si possono scoprire possibilità e potenzialità.
“Avere immaginazione è vedere il mondo nella sua totalità, giacché è potere e missione delle
immagini mostrare tutto ciò che rimane refrattario al concetto. Ci si spiega allora la disgrazia
e la rovina di chi è privo di immaginazione: un tale individuo è tagliato fuori dalla realtà
profonda della Vita e della sua stessa Anima.

Nonostante possa apparire contraddittorio, è lo stesso pensiero Magico e l’immaginazione a
tenere legati alla realtà quotidiana gli esseri umani. Innanzitutto perché è anche attraverso questo mondo e questo pensiero magico, interno, inconscio, che percepiamo e conosciamo la suddetta realtà. Nella lettura
di questa quotidianità molto è dato dal nostro mondo interno, dunque mondo Magico e mondo reale non
sono così nettamente separati, ma l’uno influenza l’altro.

Quando ci si pone il problema della realtà dei poteri Magici, si è tentati di presupporre per
ovvio che cosa si debba intendere per realtà, quasi si trattasse di un concetto tranquillamente
posseduto dalla mente, al riparo da ogni aporia, e che il ricercatore debba applicare o meno
come predicato al soggetto del giudizio da formulare. Ma per poco che l’indagine venga
iniziata e condotta innanzi, si finisce prima o poi col rendersi conto che il problema della
realtà dei poteri Magici non ha per oggetto soltanto la qualità di tali poteri, ma anche il nostro
stesso concetto di realtà, e che l’indagine coinvolge non soltanto il soggetto del giudizio (i
poteri Magici), ma anche la stessa categoria giudicante ( concetto di realtà). Come il più attento dei Nostri lettori avrà notato in questo scritto, abbiamo usato la parola realtà per indicare la concezione comunemente diffusa ed accettata se non condivisa della vita odierna , benché dal punto di vista esoterico non possa essere definita Reale, in quanto ciò che è Reale, è Unico, Infinito, ed Immutabile, tutto quello che è sottoposto a mutazione, come la quotidianità, cangiante ed ingannevole, in occultismo viene definito da Noi, virtuale, non essendo differente ad una realtà simulata olograficamente, nella quale sperimentare e Conoscersi per Esistere.

Qualsiasi individuo è potenzialmente in grado di influenzare la propria realtà; è nella consapevolezza di ciò, che è possibile considerare la Magia come forma di azione che abbia presa sul reale.

Non è possibile scindere la modalità di pensiero dell’individuo in pensiero logico-razionale e

pensiero Magico; queste due forme di pensiero si compenetrano tra loro e fondendosi danno

vita a quella che è l’originalità, l’unicità e l’irripetibilità del pensiero umano. Alle domande

poste inizialmente non esiste una risposta o una soluzione che vada in unica direzione: è il

giusto equilibrio individuale che ci permette di vivere tra i due mondi, quello interno e quello

esterno e che ci permette di muoverci dall’uno all’altro senza rimanere intrappolati. Quindi per concludere permetteteci di sottolineare qualche Nostra considerazione. Come abbiamo detto nel De Magica Arte Liber Alpha, non esistono Magia, Bianca e Magia Nera, se non la incapacità e l’ ipocrisia di quegli operatori che ancora schiavi di ridicoli moralismi per chetare le loro puerili Coscienze debbano trovare schematizzazioni e suddivisioni, che schierino loro dalla parte del Bene, e altri da quella del Male. Gentili lettori, il dualismo può esistere solo nelle menti profane, di poveri diavoli che ancora vedono in bianco e Nero, quando in Realtà tutto è Uno, di Infiniti Colori. Quello che cerchiamo umilmente di dire, è che pur riconoscendo la dualità nel mondo meta virtuale quotidiano, compresa quella che caratterizza fisicamente, mentalmente e  spiritualmente l’essere umano non ammettiamo però di ridurre elementi esoterici o occulti a mere suddivisioni,  ridicole schematizzazioni di chi tenta di profanare ciò che per Natura è Sacro. Quindi Cari Fraterni amici , profani e non, pur se per convenienza lessicale talvolta saremo costretti ad abbandonarci a classificazioni, vi esortiamo ad intenderle sempre nel senso più ampio e coinvolgente e mai esclusivo o dei eristico del termine.
                                                                          
              
Con la speranza che questo Nostro lavoro, sia di Utilità, almeno a qualcuno, concludiamo qui, questo capitolo del De Magica Arte Liber Lambda (Cogito Imago Ergo Sum Magi).

                  

Sempre Rivolti al Grande Oriente Ermetico Egizio, Con la supervisione dell’Arcano Sinedrio dei Saggi, Con la Benedizione di chi Occhio profano non Vede, ma il Cui Occhio Tutto Vede, I F.^. e le S.^. dell’Antico e Mistico Ordine Osirideo Egizio .^. A^A

 

A.°.D°.°G.°.U.°. Con la Fraterna Collaborazione dei F.°. e S°.° del Nerae Rosae et Argentum Trianguli A^A Nadir di Torino Templi Endimion (Latomorum Fraternitas) .^.  En To Pan! Aum .Ha! Om-Phat!!!